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Sicurezza Ambientale ed Alimentare

 
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Pr. Dir. Amedeo DE FRANCESCHI
 
Telefono 06.72466301 - 06.72466311
Fax 06.7218971

E-mail:
divisione02@corpoforestale.it
a.defranceschi@corpoforestale.it


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  1. La cooperazione internazionale di polizia per la lotta al traffico illecito del cibo
  2. Il Corpo forestale dello Stato a tutela del vero Made in Italy
  3. Il contesto internazionale
  4. Mission del Corpo forestale dello Stato
  5. Il Paesaggio Alimentare, Biodiversità a Tavola. Lotta alle contraffazioni agroalimentari (Art. 517-quater C.P.)
  6. Organizzazione e funzioni
  7. Cenni storici e riferimenti normativi
  8. Il sistema di sicurezza agroalimentare nazionale
  9. Attività del CFS - anno 2012
  10. Attività del CFS - anno 2011
  11. Attività del CFS - anno 2010
  12. Controlli specifici sui prodotti di qualità certificata
  13. Riqualificazione ecosostenibile dei beni confiscati alla mafia
 

La cooperazione internazionale di polizia per la lotta al traffico illecito del cibo

La contraffazione di prodotto si combatte soprattutto colpendo le illegalità nei luoghi lontani da quelli di produzione del cibo, dove vengono commercializzati illegalmente i prodotti contraffatti. Per questo è essenziale per l'efficacia dell'azione di contrasto sviluppare le azioni di cooperazione internazionale per realizzare una rete di scambio di informazioni, esperienze, metodologie e best practices in questo settore.
Nell'aprile del 2010 a Sabaudia in provincia di Latina presso il Parco Nazionale del Circeo il Corpo forestale dello Stato insieme all'Ufficio Interpol  del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale di Polizia Criminale del Ministero dell'Interno ha promosso i lavori del "1° Meeting internazionale Interpol sul tema della difesa della qualità dei prodotti per i consumatori e per la legalità del mercato".
Per consolidare questo primo meeting e l'attività di cooperazione internazionale, dal 28 novembre al 2 dicembre 2011 si è svolta la prima attività operativa in campo internazionale di lotta alla contraffazione dei prodotti agroalimentari a indicazione geografica D.O.P. e I.G.P., cui hanno partecipato 12 Stati: Italia, Bulgaria, Danimarca, Francia, Grecia, Ungheria, Olanda, Romania, Spagna, Turchia, Repubblica Democratica del Congo e Gran Bretagna.
Tale operazione, denominata OPSON International week of action, svoltasi in ambito della rete Interpol e Europol, ha previsto una settimana operativa durante la quale sono stati effettuati controlli, in qualche caso in modo congiunto, dagli organismi di polizia di più Paesi, finalizzati all'attività di prevenzione e contrasto dell'agropirateria internazionale nei diversi Paesi partecipanti.
L'operazione ha avuto un notevole successo, tanto che si è deciso di replicare l'iniziativa anche per l'anno 2012; questa volta, però, il numero degli Stati partecipanti ha raggiunto i 22, registrando un incremento di oltre l'80% del numero di partecipanti rispetto alla prima operazione OPSON: ai 12 Paesi che avevano già aderito alla prima operazione si sono aggiunti Austria, Belgio, Portogallo, Repubblica Ceca, Islanda, Lettonia, Slovacchia, Svezia, Stati Uniti d'America, Cipro.
In Italia tale operazione è stata curata dall'Ufficio Interpol del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale di Polizia Criminale del Ministero dell'Interno; hanno partecipato per l'Italia reparti del Corpo forestale dello Stato, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato.
Durante l'operazione OPSON II, svoltasi nella settimana dal 3 al 10 dicembre 2012, il Corpo forestale dello Stato ha effettuato oltre 930 controlli in Lombardia, Piemonte, Calabria, Abruzzo, Molise, Veneto, Umbria, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Lazio, sequestrando circa 30.000 pezzidi prodotti agroalimentari contraffatti delle principali tipologie di filiere. Sono state irrogate oltre 400 sanzioni amministrative, comunicati circa 430 reati e segnalate all'Autorità Giudiziaria 2 persone. Tra le attività più significative, si segnala il sequestro di circa 31.000 litri di Pinot Grigio I.G.T. Veneto e Chardonnay I.G.T. Veneto (Vicenza) e il sequestro di 24 bottiglie di vino "spacciato" per Champagne (Milano). Quest'ultimo sequestro, sebbene di dimensioni molto più modeste del primo, testimonia uno degli obiettivi posti alla base dell'operazione OPSON, ovvero lo sviluppo della partnership tra i vari Paesi partecipanti e tra gli organismi di controllo e il settore privato nel contrasto alla contraffazione dei prodotti, anche in luoghi lontani da quelli di produzione degli alimenti originali.
Dal 22 al 24 maggio 2013, presso la Scuola Superiore di Amministrazione dell'Interno (SSAI) del Ministero dell'Interno in Roma, si è svolto il "2° Meeting internazionale sulla lotta alla contraffazione dei prodotti agroalimentari", durante il quale sono state analizzate le attività di cooperazione internazionale di contrasto al crimine agroalimentare effettuate in questi ultimi tre anni e i risultati ottenuti con le due operazioni denominate "OPSON"; sono state approfondite, inoltre, le informazioni, le esperienze e le modalità operative comuni in modo da mettere a punto gli sviluppi futuri della cooperazione internazionale.
Al 2° Meeting hanno partecipato delegazioni provenienti da 19 Paesi (Austria Belgio Bielorussia Bulgaria Colombia, Costa D'Avorio, Danimarca, Francia, Giordania, Nigeria, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia, Thailandia, Turchia, Ungheria), mentre la delegazione italiana era rappresentata dal Nucleo agroalimentare e forestale (NAF) del Corpo forestale dello Stato, dal Comando carabinieri politiche agricole (NAC) e dalla Guardia di Finanza.
Durante il Meeting  è stato redatto un documento di raccomandazione, che sarà esaminato dai singoli Uffici Interpol dei Paesi aderenti e che sarà ratificato il prossimo mese di ottobre presso la sede dell'Europol de "L'Aia", in occasione della riunione di preparazione alla terza settimana operativa di controlli internazionali, OPSON III.
La rete internazionale OPSON che si è costituita, consolidandosi e allargandosi nel tempo al punto di prevedere ad oggi la partecipazione di 29 Paesi, si propone come un validissimo strumento operativo, anche in previsione dell'applicazione della nuova formulazione dell'art.13 del Reg. (UE). 1151/2012, noto come norma "ex officio": tale regolamento prevede l'obbligo da parte degli Stati membri dell'adozione di ogni misura preventiva e repressiva nei riguardi dell'uso illecito delle denominazioni di origine protetta e delle indicazioni geografiche protette, prodotte o commercializzate all'interno del proprio territorio.

 
 

Il Corpo forestale dello Stato a tutela del vero Made in Italy

L'attività promossa dal Corpo forestale dello Stato è stata effettuata in applicazione della L. 350/2003 modificata dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, che rafforza il concetto di trasparenza informativa espresso a vantaggio del consumatore dal Reg. (UE) 1169/2011, "relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori". Tale Regolamento pone come un'esigenza prioritaria la capacità di contemperare l'assicurazione del diritto dei cittadini all'informazione con la garanzia di una circolazione quanto più libera possibile degli alimenti, purché sicuri e sani. La sicurezza igienica, la salubrità e la conoscenza dell'origine e della provenienza di un determinato prodotto rappresentano dei requisiti fondamentali per l'orientamento all'acquisto dei consumatori, tali da poter "assicurare" loro "il diritto all'informazione" e la possibilità di "compiere scelte consapevoli".
Per quanto riguarda le norme sull'origine degli alimenti, tuttavia, questo Regolamento (art. 2, c. 2, lettera g) fa proprio quanto previsto dal codice doganale comunitario, Reg. (UE) del 12 ottobre 1992 n. 2913. L'art. 24 di quest'ultimo Regolamento stabilisce che, nel caso di merci alla cui produzione abbiano contribuito due o più Paesi, l'origine debba essere considerata quella "del Paese in cui è avvenuta l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale": nonostante l'apparente dichiarazione d'intenti, pertanto, la nuova normativa europea lascia ancora, di fatto, un ampio margine di indeterminatezza, entro il quale si è consolidato un diffuso quanto difficilmente contestabile spazio per una sostanziale contraffazione dei prodotti agroalimentari nazionali, la cui materia d'origine è estera.
A tutela dei prodotti di origine italiana e del contrasto al cosiddetto Italian sounding, come pure a garanzia della trasparenza informativa espressa dal Reg. (UE) 1169/2011, la L. 24 dicembre 2003 n. 350 e ss.mm.ii., all'art. 4 commi 49 e 49-bis non solo vieta di dichiarare un'indicazione di provenienza falsa o fallace, ma fa obbligo di indicare in ogni caso il luogo di origine dei prodotti o delle merci, al fine di evitare qualunque possibile fraintendimento da parte del cittadino consumatore.
Il comma 49, in particolare, recita: "L'importazione e l'esportazione a fini di commercializzazione ovvero la commercializzazione o la commissione di atti diretti in modo non equivoco alla commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza o di origine costituisce reato ed è punita ai sensi dell'articolo 517 del codice penale. Costituisce falsa indicazione la stampigliatura «made in Italy» su prodotti e merci non originari dall'Italia ai sensi della normativa europea sull'origine; costituisce fallace indicazione, anche qualora sia indicata l'origine e la provenienza estera dei prodotti o delle merci, l'uso di segni, figure, o quant'altro possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana incluso l'uso fallace o fuorviante di marchi aziendali ai sensi della disciplina sulle pratiche commerciali ingannevoli, fatto salvo quanto previsto dal comma 49-bis. [...]»".
Il successivo comma 49-bis prevede che: " Costituisce fallace indicazione l'uso del marchio, da parte del titolare o del licenziatario, con modalità tali da indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana ai sensi della normativa europea sull'origine, senza che gli stessi siano accompagnati da indicazioni precise ed evidenti sull'origine o provenienza estera o comunque sufficienti ad evitare qualsiasi fraintendimento del consumatore sull'effettiva origine del prodotto, [...]. Il contravventore è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 ad euro 250.000. ".
Il comma 49-ter prevede infine"la confisca amministrativa del prodotto o della merce di cui al comma 49-bis, salvo che le indicazioni ivi previste siano apposte, a cura e spese del titolare o del licenziatario responsabile dell'illecito, sul prodotto o sulla confezione o sui documenti di corredo per il consumatore.".
Per effettiva originedei prodotti alimentari, il comma 49-bis precisa che debba intendersi "il luogo di coltivazione o di allevamento della materia prima agricola utilizzata nella produzione e nella preparazione dei prodotti e il luogo in cui è avvenuta la trasformazione sostanziale.".
Sulla base della normativa nazionale citata, pertanto, si evidenzia che per effettiva origine di un prodotto alimentare si debba intendere il luogo di coltivazione o di allevamento della materia prima agricola impiegata nella produzione e nella preparazione che sia anche coincidente con lo stesso luogo in cui sia avvenuta la sua trasformazione sostanziale. Perché un prodotto alimentare possa fregiarsi del titolo di "made in Italy" è quindi necessaria la contemporanea sussistenza di due requisiti: sia il luogo di coltivazione/allevamento della materia prima sia quello di trasformazione devono essere italiani.
Si sottolinea come la L. 350/2003 e ss.mm.ii., stabilendo dei criteri univoci, chiari ed estremamente circostanziati  per la definizione dell'origine di un prodotto alimentare, rafforzi il concetto di trasparenza informativa espresso con il Reg. (UE) 1169/2011 a vantaggio del consumatore e rappresenti altresì l'impegno dell'Italia di ampliare, anche nel contesto internazionale, la tutela dell'identità territoriale degli alimenti, specialmente alla luce di una diffusa e ormai nota pratica contraffattiva che come si è detto rappresenta un danno ingente al potenziale economico, ma anche territoriale, del settore.
Alla luce di quanto sopra espresso, per il futuro è necessario attivare anche a livello europeo un regime di tutela nei riguardi dei prodotti agroalimentari analogo a quello garantito per l'Italia dalla normativa nazionale; in particolare, si evidenzia che la L. 350/2003 e ss.mm.ii. permette, rispetto al Reg. (UE) 1169/2011, un'attività di contrasto e di lotta alla contraffazione agroalimentare molto più incisiva ed efficace, avendo stabilito una definizione di origine dei prodotti alimentari ben più rigorosa ed esaustiva rispetto a quanto fatto da tale Regolamento.
Potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di derogare per la sola materia agroalimentare al codice doganale europeo Reg. (UE) n. 2913 del 1992 art. 24, in base al fatto che i valori alimentari, territoriali, ambientali, culturali, identitari e di agro biodiversità rappresentano un bene collettivo delle singole comunità dell'Unione da individuare, pubblicizzare, valorizzare in modo differente rispetto agli altri settori manifatturieri.

 
 

Il contesto internazionale

Forestale su controlli di prodotti cinesi

A livello mondiale il fenomeno della globalizzazione ha inciso negativamente, per alcuni aspetti, sull'integrità ambientale e sulla qualità e quantità di alimenti disponibili per la popolazione.
Sempre più la questione alimentare e  quella ambientale si intrecciano a livello internazionale con le scelte geopolitiche. Alla fine degli anni '80, con la "caduta" del muro di Berlino, i mutati assetti politici delle nazioni dei Paesi dell'Europa dell'Est hanno provocato lo sviluppo delle relazioni socio-economiche tra società con modelli organizzativi diversi e conseguentemente l'apertura dei mercati economici dei Paesi dell'Est e della Cina. Sono aumentati in modo veloce gli scambi commerciali fra Nazioni prima nemiche, diminuendo tra le superpotenze il rischio del conflitto tradizionale.
Oggi il confronto-scontro tra gli Stati avviene attraverso lo svilupparsi di tensioni che riguardano gli interessi economici ed energetici, le reti dei g

 
 

Mission del Corpo forestale dello Stato

Controlli nel settore apistico

La sicurezza delle produzioni alimentari è un tema da sempre al centro dell'attenzione degli Organi istituzionali del nostro Paese in quanto riguarda il valore della qualità degli alimenti, la salute dell'uomo tutelata espressamente dalla Costituzione, la difesa dell'ambiente e del territorio contro l'abbandono ed il degrado.
La produzione alimentare è l'unica attività "manifatturiera" con la quale si trasformano materie prime realizzando importanti quote di reddito e contemporaneamente si tutela l'ambiente, il territorio ed il paesaggio. Le piante agrarie e forestali costituiscono infatti serbatoi di CO2 contro il surriscaldamento del pianeta e mantengono saldi i terreni collinosi e montani. 
L'Italia è all'avanguardia in questo settore per la capacità di trasformare le materie prime nutrizionali  nei prodotti di eccellenza del "Made in Italy alimentare" e considerando che circa il 70% del territorio nazionale è caratterizzato da un'orografia collinare o montuosa si comprende come i  binomi "agricoltura-alimentazione" e "territorio-ambiente" siano temi strategici per l'agenda dei decisori nazionali.
Per questo la sicurezza agroambientale ed agroalimentare è un argomento che interessa non solo gli "addetti ai lavori", cioè i produttori ed i distributori di beni alimentari, ma la pluralità dei cittadini, sempre più attenti a difendere un elevato tenore di qualità ambientale e qualità alimentare.
La Direttiva dei Ministri delle politiche agricole, alimentari e forestali per gli anni 2009 e 2010, che orienta  l'azione dell'Amministrazione a tutela del "made in Italy alimentare", ha previsto quale obbiettivo primario dell'attività del Corpo forestale dello Stato la lotta alle frodi e alle contraffazioni alimentari.

 
 

Il Paesaggio Alimentare, Biodiversità a Tavola. Lotta alle contraffazioni agroalimentari (Art. 517-quater C.P.)

 Il paesaggio agroalimentare

Il "Paesaggio alimentare" è la manifestazione concreta degli aspetti economici, culturali, ambientali, territoriali e alimentari dell'Italia. E' un bene da difendere ed accrescere in tutte le sue componenti in quanto è  la giusta connessione fra i valori dell'ambiente, del territorio e dell'alimento beni d'interesse primario della persona umana e delle comunità locali.
Il "Paesaggio alimentare" racchiude un insieme di valori del Paese e per questo sono promosse idonee politiche di valorizzazione e azioni mirate di tutela.
La Costituzione difende in modo indiretto questo valore attraverso la tutela del paesaggio (art. 9), della salute (art. 32), dell'ecosistema e dell'ambiente (legge di revisione del Titolo V della Costituzione, 18 OTTOBRE 2001, n. 3)
L'Italia a livello internazionale è uno dei Paesi che possiede il più ricco e variegato patrimonio agroalimentare con produzioni tipiche nazionali di eccellenza che rappresentano un punto di forza economico del "Made in Italy".
L'Unione europea può vantare attualmente, la registrazione di oltre 910 prodotti D.O.P, I.G.P, S.T.G. di cui 210 sono di origine italiana. L'Italia è al primo posto nella graduatoria comunitaria con il 21% circa dell'intera quota di mercato europeo.
I prodotti tipici costituiscono un importante patrimonio alimentare ed economico del Paese che deve essere tutelato a difesa dei consumatori e dei produttori per assicurare la qualità dei prodotti e la legalità del mercato.
Per questo è necessaria una decisa azione di contrasto alla contraffazione dei marchi di qualità, per combattere l'agropirateria e fare deterrenza dei crimini agroalimentari.
La legge del 23 luglio 2009, n. 99 "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia", all'articolo 15 ha introdotto nel codice penale il delitto di contraffazione di prodotti agroalimentari con indicazioni geografiche e denominazioni di origine protetta (art. 517-quater c.p.).
Il legislatore ha inteso così dare una forte tutela al bene agroalimentare a indicazione geografica e a denominazione di origine dei prodotti (D.O.P., I.G.P., S.T.G.) e dei vini (D.O.C., D.O.C.G. e I.G.T.) considerando gli alti valori tutelati.

 
 

Organizzazione e funzioni

Controlli del Corpo forestale dello Stato

Le attività di indagine e controllo sono coordinate a livello centrale dalla Divisione 2^ dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato conil Nucleo Agroalimentare e Forestale (NAF), una struttura centrale altamente specializzata nel contrasto alla criminalità in ambito agroalimentare e alla contraffazione dei prodotti di qualità..L'attività operativa è realizzata dagli 87 Comandi provinciali, dagli altrettanti Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale e Forestale (N.I.P.A.F.) e dai 1.100 Comandi stazione del Corpo forestale dello Stato. Il N.A.F. opera su tutto il territorio nazionale svolgendo funzioni di coordinamento ed indirizzo info-investigativo e di analisi in tema di sicurezza agroalimentare, fornendo supporto operativo, e logistico ai Comandi territoriali del Corpo forestale dello Stato.
Presso i quindici Comandi regionali sono presenti altrettanti Uffici dei referenti agroalimentari con il compito di analisi e coordinamento delle attività a livello regionale.

 
 

Cenni storici e riferimenti normativi

Controlli nel settore caseario

L'inizio dell'attività di controllo del Corpo forestale dello Stato nel settore agroalimentare si può datare alla fine degli anni '70 quando l'Amministrazione forestale è stata chiamata per la prima volta ad intervenire per vigilare sulla movimentazione di sostanze zuccherine nell'ambito dell'attività di verifica per la prevenzione delle frodi nella preparazione e nel commercio dei prodotti vitivinicoli e per i controlli sul tabacco. In un secondo momento il campo d'azione si è spostato sui controlli volti a verificare il corretto utilizzo dei fondi erogati dalla UE in numerosi settori del comparto agroalimentare allo scopo di regolare il mercato agricolo europeo.
Il  9 maggio del 2001 è stato istituito presso l'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato il Nucleo Agro-alimentare e Forestale  (N.A.F.)., a seguito della legge n. 49 del 9 marzo 2001 di conversione del decreto legge 11 gennaio 2001 n. 1 inerente l'emergenza causata dall'encefalopatia spongiforme bovina (B.S.E).
Successivamente l'attività di controllo è stata ampliata sino a coinvolgere numerosi settori quali: la zootecnia e le carni,i prodotti lattiero-caseari, l'olio d'oliva, il vino, lo zucchero, il tabacco, gli animali vivi, i prodotti di qualità certificata (D.O.P., I.G.T., agricoltura biologica), gli O.G.M., i pesticidi e i contaminanti in genere ed altri.
Il D.M. 1° dicembre 2005 in tema di "Disposizioni procedurali in applicazione del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 297 riguardante le "Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari",prevede il Corpo forestale dello Stato quale Amministrazione abilitata ad effettuare i controlli in materia di tipicità alimentari protette.
L'attività operativa si svolge attraverso l'effettuazione di controlli presso le aziende ed in campo attraverso attività d'indagine mirate.
Il D.M. 28 aprile 2006 "Riassetto dei comparti di specialità delle Forze di polizia", nell'ambito della funzione di sicurezza in materia ambientale prevede che il Corpo forestale dello Stato, tra l'altro, concorra nelle attività volte al rispetto della normativa in materia di sicurezza agroalimentare, con particolare riferimento ai cicli produttivi in pieno campo. Inoltre, lo stesso D.M. include il Corpo forestale dello Stato tra le Forze di polizia specializzate che operano nei comparti della sicurezza in materia di sanità, igiene ed alimenti, in cui concorre nelle attività volte al rispetto della normativa in materia di sicurezza alimentare del consumatore e di biosicurezza in genere. Il decreto ministeriale prevede inoltre l'attivazione per il Corpo forestale dello Stato dello specifico comparto di sicurezza agroambientale. Questo decreto ha inserito il Corpo forestale dello Stato quale forza che contribuisce al sistema nazionale di sicurezza agroalimentare.
La legge 99/2009  all'art. 18 comma 2 prevede specificamente l'impiego, tra gli altri, del Corpo forestale dello Stato quale braccio operativo del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali nell'attività di controllo volta a tutelare la qualità delle produzioni agroalimentari attraverso la lotta alle frodi di settore.

 
 

Il sistema di sicurezza agroalimentare nazionale

Controlli settore farmacologico

I controlli e le indagini nel settore delle frodi alimentari sono effettuati da Organi dipendenti da diversi Dicasteri quali il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il Ministero della Salute , il Ministero dell'Economia ed anche dalle Regioni, Province autonome e Comuni.  
In particolare, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali svolge la propria azione in materia attraverso l'Ispettorato Centrale per il controllo della qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (I.C.Q.), la Direzione generale sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del consumatore, la Direzione generale per la pesca marittima e l'acquacoltura, che si avvale delle Capitanerie di porto, il Corpo forestale dello Stato che si avvale della Divisione 2^ dell'Ispettorato generale e del Nucleo Agroalimentare e Forestale (N.A.F.) e attraverso il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari che si avvale del N.A.C. (Nucleo Antifrode Comunitarie).
Il Ministero della Salute concorre alla prevenzione e repressione dei reati nel settore agroalimentare, attraverso il Dipartimento degli alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, l'Istituto Superiore di Sanità, gli Uffici periferici di sanità marittima ed aerea ed uffici di confine terrestre, i Posti di ispezione frontaliera (P.I.F), gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (U.V.A.C.), il Comando Carabinieri per la Sanità che si avvale del Nucleo Anti Sofisticazioni (N.A.S).
Il Ministero dell'Economia e della Finanze esercita la sua azione di controllo attraverso l'Agenzia delle dogane e la Guardia di Finanza che opera con un apposito gruppo il Nucleo Speciale Repressione Frodi Comunitarie che ha competenza a mantenere i rapporti con l'Organismo comunitario (O.L.A.F.) deputato a coordinare l' azione di tutela degli interessi finanziari della Comunità.
Altri organi sono localizzati presso gli Enti territoriali quali le Aziende Sanitarie Locali (AA.SS.LL.), i Servizi di Igiene Pubblica,i Servizi Veterinari, Osservatori Fitosanitari Regionali,le strutture regionali incaricate di esercitare la vigilanza sugli organismi di controllo, Servizi di Repressione Frodi in materia vitivinicola,gli Ispettori Annonari,i Vigili Sanitari.
La AGEA e la AGECONTROL S.p.A. svolgono attività di controllo nel settore insieme ad alcune agenzie regionali quali Enti pagatori. In particolare la AGECONTROL è una Agenzia cofinanziata dalla Comunità Europea ed è incaricata della verifica della corretta applicazione delle norme comunitarie relative alla O.C.M. del settore oleario ed alla classificazione degli oli.
Il coordinamento operativo tra i vari Organi operanti sul territorio nazionale per le azioni nel settore dei controlli diretti alla tutela della qualità dei prodotti agroalimentari e della sicurezza alimentare è assicurato da un apposito Comitato tecnico previsto dal D.M. 13 febbraio 2003 n. 44, presieduto dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali o da un suo delegato.

 
 

Attività del CFS - anno 2012

L' attività di sicurezza agroalimentare e agroambientale del Corpo forestale dello Stato nell'anno 2012 è risultata in aumento rispetto al 2011 per gli indicatori di performance individuati. Le operazioni e l'accertamento degli illeciti nel settore hanno prodotto:

 
 

i reati accertati sono stati 105 (4,5% in meno rispetto al 2011)
le persone segnalate all'Autorità Giudiziaria 154(17,6% in meno rispetto al 2011)
gli illeciti amministrativi 1.180 (16,7% in più rispetto al 2011)
l'importo notificato è di 2.943.568euro (9,3% in più rispetto al 2011)
i controlli effettuati 6.401 (3,7% in più rispetto al 2011)

 

Complessivamente nel periodo 2009 - 2012 i risultati sono:

525 persone segnalate all'Autorità Giudiziaria
3.332 sanzioni amministrative
8.270.173 euro di importo sanzionatorio notificato
22.051 controlli

 

Attività del CFS - anno 2011

Controlli nel settore vinicolo

Dall'esame dei dati dell'attività di sicurezza agroambientale e agroalimentare effettuata dal Corpo forestale dello Stato nell'anno 2011, si registra, rispetto al 2010, l'aumento di tutti gli indicatori di performance. Anche per quest'anno, per il terzo consecutivo, si è raggiunta una più elevata qualità delle operazioni e l'accertamento più incisivo degli illeciti nel settore:

 

DATI - 2011

i reati accertati sono stati 110;
le persone segnalate all'Autorità Giudiziaria 187;
gli illeciti amministrativi 1.011;
l'importo notificato è di 2.692.384euro;
i controlli effettuati 6.171;
le indagini complesse effettuate 43

 

Rispetto all'anno 2010 sono aumentati:

i controlli del 22,05%;
le sanzioni amministrative del 31%;
le notizie di reato del 7,8%;
le persone segnalate del 55,83%.

 

Complessivamente nel periodo 2009 - 2011 sono state segnalate all'Autorità giudiziaria sul territorio nazionale 371 persone, elevate 2.142
sanzioni amministrative, per un importo sanzionatorio notificato di € 5.326.605, effettuati 15.650 controlli.

 

Attività del CFS - anno 2010

Dall'esame dei dati dell'attività di sicurezza agroambientale e agroalimentare effettuata dal Corpo forestale dello Stato nell'anno 2010, si registra, rispetto al 2009, l'aumento del numero di controlli effettuati, conseguendo una più elevata qualità delle operazioni che hanno consentito l'accertamento in profondità degli illeciti nel settore

 

DATI - 2010

i reati accertati sono stati 102;
le persone segnalate all'Autorità Giudiziaria 120;
gli illeciti amministrativi 772;
l'importo notificato è di 1.525.021euro;
i controlli effettuati 5.056;
le indagini complesse effettuate23

 

Rispetto all'anno 2009 sono aumentati:

i controlli del 14,31%;
le sanzioni amministrative del 115,4%;
le notizie di reato del 36%;
le persone segnalate del 87,5%.

Complessivamente nel periodo 2008 - 2010 sono state segnalate all'Autorità giudiziaria sul territorio nazionale 226 persone, elevate 1.292
sanzioni amministrative, per un importo sanzionatorio notificato di € 4.021.835, effettuati 15.650 controlli.

 

Controlli specifici sui prodotti di qualità certificata

Mozzarelle poste sotto sequestro

Da segnalare l'attività di controllo effettuata nell'anno 2009 a tutela dei prodotti di qualità certificata, fiore all'occhiello del "Made in Italy" alimentare, che proprio per la loro eccellenza ed il proporzionato costo possono invogliare i produttori ed i commercianti disonesti a tentare la frode, spacciando per certificati prodotti comuni. Complessivamente i controlli effettuati in tale importante settore sono stati 408.
Di particolare rilevanza l'organizzazione della campagne di controlli sul Parmigiano Reggiano e sul Prosciutto di Parma, organizzate dopo una scrupolosa preparazione del personale nella quale ci si è avvalsi anche della collaborazione di esperti dei disciplinari di produzione stilati dai Consorzi di Tutela di tali peculiari prodotti.
Per quanto riguarda il Parmigiano Reggiano i controlli sono stati mirati alla verifica del processo produttivo e della tracciabilità documentale: le verifiche hanno interessato complessivamente 23 laboratori di grattugia nelle province di Modena, Parma e Reggio-Emilia.
Per quanto riguarda il Prosciutto di Parma i controlli sono stati finalizzati ad accertare se suini di importazione fossero stati commercializzati con il marchio del consorzio: le verifiche hanno interessato 7 aziende agricole sede di altrettanti allevamenti suini.
Non di minore importanza l'attività di controllo effettuata in provincia di La Spezia sulla produzione di uno dei più rinomati vini italiani, il passito D.O.C. "Cinque Terre Sciacchetrà". Tale attività, finalizzata alla verifica del rispetto del complesso e articolato disciplinare di produzione, si è concretizzata nel controllo di 23 aziende.

 
 

Riqualificazione ecosostenibile dei beni confiscati alla mafia

Convenzione tra CFS e associazione Libera

IL 16 giugno 2010 è stata stipulata a Roma una convenzione per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata tra il Corpo forestale dello Stato, l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e "Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie".
Scopo della convenzione è quello di attuare significative forme di collaborazione per rafforzare la cultura della legalità e mantenere elevata l'attenzione sui fenomeni di criminalità diffusa, contribuendo alla conoscenza di essi e della loro evoluzione e soprattutto proponendo, tramite la riutilizzazione per finalità sociali dei beni confiscati alla mafia, modelli alternativi di sviluppo. La convenzione contribuirà alla raccolta, elaborazione e scambio di dati relativi ai fenomeni di illegalità nei territori rurali e montani. Inoltre, verranno svolte attività di formazione comune e messi a punto strumenti e attività di sensibilizzazione circa il tema della legalità nelle scuole e università.
Hanno sottoscritto la convenzione il Capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone, il Direttore dell'"Agenzia nazionale" Prefetto Mario Morcone e il Presidente di "Libera" Don Luigi Ciotti.
Ad oggi i beni confiscati alle organizzazioni criminali e affidati al Corpo forestale dello Stato sono oltre venti.
In particolare sono stati avviati dei progetti in provincia di Crotone, dove sono presenti circa 60 beni immobili confiscati, tra cui centinaia di ettari di terreni con ottime caratteristiche agronomiche, impiegati in progetti di aziende agricole o di cooperative sociali che contribuiscono a valorizzare i prodotti agricoli, fortemente radicati nel territorio, che ad oggi rappresentano il più importante patrimonio dell'economia crotonese.
Sempre in Calabria, ad Ardore (RC), in località Notaro e a pochi chilometri dalla costa, circa dieci ettari di terreno sono stati inseriti in un progetto di tutela ambientale.
A Caserta invece il progetto "La mozzarella della legalità" propone di trasformare le terre di camorra nella sede di una fattoria sociale sperimentale dove vengono utilizzate tecnologie innovative secondo il metodo biologico per l'allevamento e per la produzione e conservazione dei prodotti.
Infine a Scurcola Marsicana, in provincia di L'Aquila, al posto di due fabbricati appartenuti alla Banda della Magliana, sorgerà un centro di educazione ambientale e di formazione sui temi della cittadinanza e della legalità.
Inoltre nei mesi estivi oltre 2.500 ragazzi saranno coinvolti in varie attività a supporto di quanti già operano nei diversi progetti della convenzione.
Attraverso questo protocollo, il Corpo forestale dello Stato in sinergia con gli altri Enti firmatari, metterà in atto una serie di azioni mirate a ridurre le cause dei fenomeni e finalizzate alla deterrenza delle azioni illegali e criminose commesse in danno all'ambiente e alle risorse del territorio agroforestale ed agroambientale nazionale.

 
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