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Regolamenti FLEGT/EUTR - Legno illegale

 

Il decreto legislativo del 30 ottobre 2014, n. 178, pubblicato sulla G.U. n. 286 del 10 dicembre 2014, recante "ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO (CE) N. 2173/2005 DEL CONSIGLIO, DEL 20 DICEMBRE 2005, RELATIVO ALL'ISTITUZIONEDI UN SISTEMA DI LICENZE FLEGT PER LE IMPORTAZIONI DI LEGNAME NELLA COMUNITÀ EUROPEA, E DEL REGOLAMENTO (UE) N. 995/2010 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, DEL 20 OTTOBRE 2010, CHE STABILISCE GLI OBBLIGHI DEGLI OPERATORI CHE COMMERCIALIZZANO LEGNO E PRODOTTI DA ESSO DERIVATI" conferisce al Corpo Forestale dello Stato le competenze in materia di controllo degli operatori della filiera legno identificati in base al regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 ottobre 2010, noto con l'acronimo EUTR (European Timber Regulation) e delle licenze previste dal regolamento  FLEGT (Forest Law Enforcement Governance and Trade)  (CE) 2173/2005 del 20 dicembre 2005. Queste norme mirano a contrastare, nel territorio dell'Unione Europea, la commercializzazione di legno illegale, proveniente da deforestazione e tagli boschivi non autorizzati aventi luogo in ogni parte del mondo. Tali crimini ambientali sono riconosciuti, a livello internazionale, con il termine onnicomprensivo di "illegal  logging".

 


 
 

Illegal logging

L'aumento della domanda mondiale di legno e prodotti da esso derivati e le lacune istituzionali e di gestione nel settore forestale in un certo numero di Paesi produttori di legno, hanno contribuito a rendere sempre più preoccupante il fenomeno del taglio illegale di legno e della relativa commercializzazione.
Con il termine "legno tagliato illegalmente" si intende il legno raccolto, trasportato o commercializzato, in violazione della legislazione in vigore nel paese di produzione. Tra le violazioni rientrano ad esempio la mancanza delle autorizzazioni al taglio, il mancato pagamento di oneri o imposte sul prelievo di legname, la frode fiscale, la contraffazione di documenti doganali, il mancato rispetto dei diritti legittimi di terzi all'uso e alla proprietà delle superfici boschive oggetto di taglio, ecc.
Secondo stime combinate di OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), UNEP (Programma ONU per l'Ambiente) e INTERPOL, il mercato di legno illegale frutta alla criminalità organizzata dai 30 ai 100 miliardi di dollari all'anno e rappresenta il crimine ambientale più redditizio contro un valore stimato dei proventi di tutti i crimini ambientali che oscilla tra i 70 e 213 miliardi di dollari USA all'anno. Tali attività illecite causano una perdita di entrate erariali per i paesi produttori di legname che si potrebbero destinare ad altri servizi  come la sanità, l'istruzione e la promozione di una gestione forestale sostenibile. L'uso illegale delle foreste impoverisce le zone rurali, può violare i diritti delle popolazioni indigene, minacciare la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali ed incidere sui cambiamenti climatici globali, essendo responsabile di circa il 20%  delle emissioni totali di CO2.
Le aree maggiormente minacciate dalla criminalità ricadono nelle foreste tropicali situate nel bacino dell'Amazzonia, in Africa centrale e Sud Est Asiatico, dove il mercato illegale arriva a picchi del 90%.
 
 

 

Gli alti livelli di corruzione nei paesi produttori,  tali da non garantire un adeguato contrasto al taglio illegale da parte delle amministrazioni statali, e l'esistenza di mercati che sostengono la commercializzazione di legname tagliato illegalmente, in quanto meno costoso, hanno portato al crescente interesse, in ambito internazionale, verso la realizzazione ed attuazione di strumenti di contrasto al fenomeno del disboscamento illegale.
Già nel 2003 l'UE aveva stabilito di rafforzare la legislazione forestale, dotandosi del  Piano d'azione FLEGT (Forest Law Enforcement, Governance and Trade) che comprendeva una serie di provvedimenti per prevenire l'immissione in commercio di legname illegale, migliorare la fornitura e incrementare la domanda di prodotti di legno legale.
 Sulla base di tale piano, è stato predisposto il Regolamento FLEGT (CE) 2173/2005, entrato in vigore il 30 dicembre 2005, che mira a contrastare l'importazione illegale di legno e prodotti derivati da determinati Paesi terzi con i quali l'UE firma accordi bilaterali di tipo volontario (VPA - Voluntary Partnership Agreements). Tali accordi sono finalizzati all'adozione di licenze standard, verificabili e non falsificabili tali da garantire la totale legalità e tracciabilità delle transazioni commerciali. 
Per tale materia, la Commissione europea funge da rappresentante UE e conduce i negoziati con i Paesi disposti a sottoscrivere un VPA (per ulteriori dettagli sul Regolamento FLEGT si rimanda al seguente link: www.euFLEGT.efi.int/portal). Allo stato attuale sono sei i Paesi firmatari di un VPA: Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Ghana, Indonesia e Liberia.  Altri VPA in corso di negoziato riguardano i seguenti Paesi: Costa d'Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Guyana, Honduras, Laos, Malesia, Tailandia, Vietnam.
I dettagli attuativi del Regolamento FLEGT sono contenuti nel Reg. (CE) n. 1024/2008.
Il percorso legislativo, intrapreso nel 2003 dalla UE con il Piano d'Azione FLEGT, è stato ulteriormente sviluppato con il Regolamento (UE) 995/2010 (European Union Timber Regulation - Regolamento Legno) che è entrato in vigore il 3 marzo 2013
Tale regolamento stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano per la prima volta legno e prodotti derivati sul mercato interno, completando lo spettro d'azione del già descritto regolamento FLEGT, con l'obiettivo di contrastare il disboscamento e il conseguente commercio di legname illegale proveniente da qualsiasi parte del mondo, incluso lo stesso territorio della UE.
Gli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati immessi per la prima volta sul mercato europeo,  sono tenuti ad applicare un "sistema di Dovuta Diligenza" (DDS), cioè un insieme di procedure e misure finalizzate a minimizzare il rischio di commercializzazione di legno e prodotti da esso derivati di provenienza illegale.
Le categorie merceologiche a cui si applica la EUTR sono riportate all'interno dell'allegato I del Reg. (UE) 995/2010.

Sono esclusi dall'ambito di applicazione del regolamento:

  • i prodotti riciclati; 
  • carta stampata come libri, riviste e quotidiani;
  • paste di legno e carta a base di bambù; 
  • materiale di imballaggio contenente merce e usato esclusivamente per sostenere,  proteggere o trasportare  un altro prodotto;
  • i prodotti dotati di licenze FLEGT o CITES (poiché già assoggettati ad opportune verifiche di legalità).

Gli attori della filiera legno coinvolti dall'entrata in vigore dell'EUTR si possono suddividere in due specifiche macro-categorie: operatori e commercianti.

 

Sono operatori coloro che immettono per la prima volta sul mercato dell'UE legno o prodotti da esso derivati. La categoria degli operatori comprende:

  • gli importatori, cioè coloro che acquistano legname e prodotti derivati da mercati extra UE;
  • i proprietari forestali, nel caso in cui si occupano direttamente della vendita del legname ricavato dai propri boschi;
  • le imprese di utilizzazione, quando svolgono attività di vendita di legname derivante da proprie utilizzazioni e/o quando si occupano di acquisto e rivendita di legname proveniente da un Paese extra UE.

Sono commercianti coloro che acquistano o vendono, a fini commerciali, legno o prodotti derivati già immessi sul mercato UE.

Gli operatori sono maggiormente coinvolti dall'applicazione dell'EUTR in quanto devono mettere a punto un sistema di dovuta diligenza che comprende:

  1. Accesso alle informazioni sul legname: descrizione del prodotto (denominazione commerciale, nome comune/nome scientifico completo delle specie legnose che lo compongono); paese di raccolta (e, se possibile, la regione di raccolta e la relativa concessione per la raccolta); quantità (espressa in volume, peso o numero di unità);  nominativo e indirizzo del fornitore; nominativo e indirizzo del commerciante cui sono stati forniti il legno e i prodotti da esso derivati;  documenti o informazioni di altro tipo attestanti la conformità di tale legno e dei prodotti da esso derivati con la legislazione applicabile (alcuni esempi concreti di ciò che viene considerato "documento o altra informazione", sono riportati nella sezione 4 del documento di orientamento).
  2. Procedure di valutazione del rischio: intese a dimostrare la conformità alla normativa vigente basandosi su evidenze che riguardano specie forestali a rischio di taglio illegale, paese o regione di provenienza con maggior rischio di taglio illegale, eventuale presenza di sanzioni internazionali e di conflitti armati, complessità della catena di approvvigionamento (supply chain).
  3. Procedure di attenuazione del rischio: qualora non sia trascurabile il rischio di immettere sul mercato legname raccolto illegalmente, si devono adottare misure adeguate e proporzionate finalizzate ad un'efficace diminuzione di tale rischio. Tali misure possono includere la richiesta di maggiori informazioni e di ulteriori documenti da parte dei propri fornitori e la richiesta di verifiche da parte di enti terzi indipendenti.

Per i commercianti l'unico obbligo richiesto dall'EUTR è quello di assicurare la tracciabilità dei prodotti legnosi commercializzati conservando le informazioni relative ai loro fornitori e clienti in appositi registri per almeno 5 anni.

Gli operatori possono definire autonomamente il proprio DDS oppure possono usarne uno ideato, aggiornato continuamente e verificato da un Organismo di controllo.

Gli Organismi di controllo (OO.CC.) sono entità legali private o pubbliche, regolarmente riconosciute dalla Commissione europea che possono garantire agli operatori che non intendono sviluppare un proprio sistema di dovuta diligenza, il rispetto della EUTR.

Gli OO.CC. sono tenuti a:

  • sviluppare, mantenere e valutare periodicamente un sistema funzionale di dovuta diligenza
  • garantire agli operatori il diritto di utilizzarlo
  • verificarne il corretto utilizzo da parte degli operatori
  • intervenire con misure appropriate in caso di inadempienza degli operatori.

Di seguito si riportano gli OO.CC.  finora accreditati dalla Commissione europea (DG Environment) e autorizzati ad operare in Italia:

Autorità competente nazionale

Per l'Italia il soggetto preposto all'applicazione dei regolamenti FLEGT ed EUTR è il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MiPAAF) come già preventivamente stabilito dal DM del 27/12/2012 e ultimamente sancito dal citato Decreto legislativo di attuazione dei due regolamenti.  
Il suddetto decreto ministeriale definisce la ripartizione delle competenze all'interno dell'Autorità competente.  Pertanto il Corpo forestale dello Stato collabora con l'Autorità competente rappresentandola in sede nazionale, europea ed internazionale e si occupa dell'effettuazione delle specifiche attività di controllo e dell'eventuale applicazione delle relative sanzioni in caso di violazioni alle disposizioni dei due regolamenti.

Controlli FLEGT:

  1. Conformità della licenza
  2. Completezza nelle informazioni riportate nella licenza, conformemente a quanto indicato nell'allegato del Reg.(CE) 1024/2008 della Commissione
  3. Data di scadenza della licenza
  4. Conformità del carico in questione alle informazioni fornite nella licenza.

Controlli EUTR:

per quanto riguarda gli operatori, le autorità competenti verificano il rispetto degli articoli 4 e 6 del regolamento (UE) 995/2010 ed effettuano:

  1. l'esame del sistema di dovuta diligenza, incluse le procedure di valutazione e di  attenuazione dei rischi;
  2. l'esame della documentazione e dei registri atti a dimostrare il corretto funzionamento del sistema e delle procedure;
  3. controlli a campione, comprese verifiche in loco.

Sanzioni previste

Il Decreto legislativo prevede sia sanzioni penali che amministrative come indicato nel seguente schema:

 
SOGGETTO INTERESSATO
VIOLAZIONE
SANZIONE
Operatore
Importare legno o prodotti derivati da paesi aderenti a VPA in mancanza di licenza FLEGT
Ammenda da 2.000 a 50.000 euro o arresto da un mese ad un anno e confisca del legno o dei prodotti derivati
Operatore
Immettere per la prima volta sul mercato UE legno o prodotti derivati violando la legislazione applicabile nel Paese di produzione
Ammenda da 2.000 a 50.000 euro o arresto da un mese ad un anno e confisca del legno e dei prodotti derivati
Operatore
Se dalle prime due violazioni deriva un danno di particolare gravità per l'ambiente
Le pene dell'arresto e dell'ammenda si applicano congiuntamente
Operatore
Nel commercializzare legno o prodotti derivati, non dimostrare, anche attraverso la documentazione e le informazioni riportate nei registri di cui all'art. 5 del Reg. (UE) di esecuzione n. 607/2012, di aver posto in essere e mantenuto le misure e le procedure del sistema di Dovuta Diligenza
Sanzione amministrativa pecuniaria da 5 a 5.000 euro per ogni 100 kg di merce con un minimo di euro 300 euro ed un massimo di euro 1.000.000
Operatore
Non tenere o non conservare per 5 anni o non mettere a disposizione i registri di cui all'art. 5 del Reg. (UE) di esecuzione n. 607/2012
Sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 15.000 euro
Commerciante
Non conservare per almeno 5 anni i nominativi e gli indirizzi dei venditori e degli acquirenti del legno e prodotti derivati, completi delle relative indicazioni qualitative e quantitative delle singole forniture
Sanzione amministrativa pecuniaria da euro 150 a euro 1.500
Operatore
Omessa iscrizione al Registro degli operatori di cui all'art. 4 del decreto legislativo
Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.200 euro

Tutte le violazioni fanno salvo il fatto che costituiscano reato o più grave reato

Raccomandazioni ai soggetti coinvolti dai due regolamenti

Per ulteriori informazioni e per eventuali servizi di consulenza si consiglia agli operatori di consultare il sito predisposto dalla Commissione europea (DG Ambiente): http://ec.europa.eu/environment/eutr2013/ che ha anche redatto delle linee guida ad hoc o di rivolgersi alle proprie associazioni di categoria o agli Organismi di controllo.
Si raccomanda agli operatori di far precedere sempre la procedura della dovuta diligenza all'attività di importazione  o di prima immissione sul mercato UE, rammentando che occorre acquisire il legno o prodotti derivati da un fornitore che  è in grado di dimostrarne la legalità e la tracciabilità.

Legislazione secondaria

L'EUTR è integrato da altri due provvedimenti legislativi che offrono maggiori dettagli su aspetti specifici del regolamento e da un documento di orientamento:

 
 
 
 

Certificazione Forestale ed EUTR

Ad oggi la Commissione non ha riconosciuto ufficialmente alcuno schema di certificazione forestale volontario come prova automatica (green lane) di rispondenza ai requisiti della EUTR. I due sistemi di certificazione più diffusi (FSC e PEFC) stanno provvedendo all'aggiornamento dei propri standard di Catena di Custodia e all'adeguamento delle procedure di Due Diligence interne, in modo tale da riportare una completa rispondenza ai requisiti obbligatori previsti dall'EUTR.

Principali legislazioni internazionali in materia di contrasto alla produzione ed al commercio di legno illegale

US Lacey Act:normativa adottata dagli Stati Uniti che non prevede un'analisi del rischio come l'EUTR, ma è basata sull'impiego di dichiarazioni che l'importatore di specie animali e vegetali è tenuto a compilare ed a presentare per via telematica alle autorità di controllo.

Australian Illegal Logging Prohibition Regulation:regolamentazione simile all'EUTR che coinvolgerà gli importatori australiani di prodotti in legno.

Inoltre, la confederazione elvetica sta tuttora elaborando uno strumento legislativo analogo all'EUTR.

 

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