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Contrasto al maltrattamento animali

 
forestali

Una struttura responsabile del controllo dei reati in danno agli animali è stata individuata all'interno del Corpo forestale già nel maggio del 2005 sulla base delle competenze derivanti alle Forze di Polizia dalla legge n. 189 del 2004 sul maltrattamento degli animali e conseguenti modifiche del codice penale (art. 544 c.p.).
L'attività di questo reparto, in un primo tempo, è stata associata a quella di vigilanza venatoria e all'organizzazione di operazioni di antibracconaggio di rilievo nazionale, svolta dal personale del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA).
Nell'ottobre del 2006, considerata la molteplicità degli interventi e la specificità del settore dei reati di maltrattamento degli animali, è stato creato un Ufficio competente in reati in danno agli animali, al quale è stato affidato l'incarico di:
- curare il coordinamento, l'indirizzo e la gestione operativa dell'attività di vigilanza, prevenzione e repressione dei reati compiuti in danno agli animali, con specifica competenza nell'applicazione della normativa in materia di maltrattamento, abbandono e trasporto degli animali;
- svolgere attività di indagine complesse per contrastare tali reati, nell'ottica della difesa degli animali e dei diritti a essi riconosciuti dalla normativa in vigore.
Alla luce dei risultati ottenuti e al fine di dotare tale struttura di maggiore valenza istituzionale, con il Decreto del Capo del Corpo forestale dello Stato del 21 marzo 2007, è stato istituito il Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA), al quale sono state affidate le attività di contrasto ai reati di maltrattamento degli animali.
Gli obiettivi di questa struttura investigativa del Corpo forestale dello Stato sono quelli di contrastare e reprimere tutti i fenomeni criminosi che comportano reati in danno agli animali, con particolare riferimento alle norme previste dalla legge n°189 del 2004, contenente "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate".
 
Non si tratta evidentemente solo di combattere generici ed episodici atti di crudeltà e di maltrattamento bensì di fronteggiare vere e proprie organizzazioni criminali che operano su tutto il territorio nazionale e che ricavano dalle loro attività illecite centinaia di milioni di euro. Non a caso, dopo la droga, a livello mondiale, il commercio illecito di animali è la seconda fonte di guadagno della malavita organizzata.
 
Il NIRDA, in questi anni, è intervenuto a tutela degli animali in vari settori, come canili, strutture di quarantena, strutture private e pubbliche, circhi e vari punti vendita, lavorando e collaborando con le Procure di tutta Italia.
Il NIRDA svolge attività investigative altamente specializzate che richiedono continuo aggiornamento, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati (Amministrazioni locali, Aziende Sanitarie Locali, Associazioni Ambientaliste, Associazioni di volontariato del settore, liberi professionisti, singoli cittadini), al fine di garantire la difesa e la salvaguardia degli animali. Collaborazioni che danno un valido supporto sia per la gestione dei canili sequestrati che per la promozione delle campagne di adozioni dei cuccioli.
Uno specifico atto formale di intesa è stato siglato con il Corpo forestale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nel 2006 per contrastare le attività illecite connesse all'importazione di animali da Paesi esteri, in particolare animali da affezione come cani, gatti, furetti e avifauna.
Si è creato così un sistema di sinergie che consente, dopo il sequestro di migliaia di animali, la loro gestione e assicura agli stessi condizioni di vita migliori.

 
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