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Protezione civile

Il Servizio Nazionale di Protezione Civile è stato istituito con la legge n. 225 del 24 febbraio 1992, che ha affidato a più Enti e Strutture funzioni e competenze per fronteggiare le emergenze e coordinare gli interventi di soccorso.
La legge ha, inoltre, stabilito un ruolo direttivo e di coordinamento per il Dipartimento della Protezione Civile istituzionalmente collocato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed uno operativo per altre strutture centrali e periferiche della Pubblica Amministrazione quali il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le Forze Armate, le Forze di Polizia, il Corpo forestale dello Stato, i Servizi Tecnici Nazionali, la Comunità Scientifica, la Croce Rossa Italiana, il Servizio Sanitario Nazionale, il Volontariato ed il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino.

Il Servizio Nazionale di Protezione Civile opera in diversi ambiti:

- disastri naturali
- dissesto geomorfologico
- inquinamento (acqua, aria e suolo)
- fenomeni sismici, impianti industriali ad alto rischio
- centrali nucleari
- eruzioni vulcaniche
- rifiuti urbani ed industriali
- incendi boschivi
- scarico di petrolio in mare

Il Corpo forestale, per tradizione ed istituto, ha sempre svolto attività di protezione civile anche nelle zone montane con il Servizio Nazionale Meteomont, creato per accrescere le condizioni di sicurezza della montagna innevata, grazie all'elaborazione di un indice di previsione valanghe.
Il rilievo quotidiano e settimanale dei parametri meteo-nivometrici, forniti da 180 stazioni forestali, consente una valutazione delle condizioni di sicurezza del manto nevoso e del rischio connesso.

Negli ultimi venti anni le calamità che hanno colpito il nostro Paese sono state cosi gravi e frequenti da richiedere il rafforzamento delle strutture di protezione civile e speciali misure di coordinamento. Nel 1982, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato istituito il Dipartimento per la protezione civile, che si articola in quattro centri chiamati a collaborare in caso di emergenza:

- il Centro operativo aereo unificato (COAU) (di cui fanno parte anche ufficiali del Corpo Forestale dello Stato)
- il Centro operativo emergenze in mare (Procivilmare)
- il Centro applicazione e studi informatici (CASI)
- il Centro situazioni (CESI)

Ma il Corpo forestale, ancor prima del suo inserimento fra le Forze di Polizia che possono essere impiegate per il pubblico soccorso (art. 16 della legge n. 121/81), ha gestito notevoli interventi di protezione civile: i Forestali, per la loro distribuzione capillare e la conoscenza del territorio, sono preparati per mettere in campo azioni di soccorso ed assistenza nelle zone montane come ricerche di persone smarrite, collegamenti di emergenza, trasporto di viveri e acqua potabile.
Ad esempio gli uomini del Corpo Forestale sono intervenuti nei terremoti che hanno colpito nel 1976 il Friuli e nel 1980 la Campania e la Basilicata, in quest'occasione in particolare con più di 600 uomini, provenienti da ogni regione italiana e 200 automezzi.

Nel 1984, infine, è stato costituito il Comitato operativo per le emergenze (EMERCOM) per collaborare con il Ministro per il coordinamento della protezione civile negli interventi in favore delle popolazioni colpite da gravi eventi calamitosi. Di questo Comitato, è membro permanente il Direttore generale per l'economia montana e per le foreste.

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