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Progetto per la conservazione degli habitat dei vecchi alberi cavi, del legno morto e delle faune Saproxiliche

LIFE Bosco della Fontana

 

Bosco della Fontana, di proprietà del Demanio Forestale, è dal 1976 una Riserva Naturale Orientata Biogenetica gestita dal Corpo forestale dello Stato.

 
  1. Attività di programmazione e di ricerca
  2. Azioni di conservazione
  3. Attività di divulgazione

 

Attività di programmazione e di ricerca

La Riserva Naturale di Bosco della Fontana rappresenta un ambiente relitto e seriamente minacciato dalla carenza di legno morto e di alberi senescenti, che costituiscono habitat esclusivi per il completamento del ciclo vitale di numerose specie di artropodi saproxilici. Bisogna sottolineare che già la gestione intrapresa nel 1992 dal Corpo forestale dello Stato ha sospeso definitivamente qualsiasi prelievo di legno morto e protetto i rarissimi vecchi alberi ancora esistenti con l'esplicito fine di incrementarne la presenza.
Si riporta che l'accumulo di legno in decomposizione è stato provvidenzialmente favorito dal violento nubifragio del giugno del 1993 che ha apportato un salutare aumento del volume di legno morto utilizzabile per le faune saproxiliche, elevandolo da zero a 26 m per ettaro.
Cosa sono i saproxilici e perché sono minacciati di estinzione? I "saproxilici" sono organismi che dipendono dal legno morto o marcescente per almeno una parte del loro ciclo di vita.

La maggior parte di essi sono rappresentati da invertebrati, ma anche da uccelli e mammiferi. Gli invertebrati saproxilici (soprattutto insetti) comprendono non solo le specie che si nutrono del legno ma anche i loro predatori e parassitoidi, quelle che si nutrono dei funghi del legno e quelle che occupano i fori lasciati nel legno da altri saproxilici. Per quanto riguarda gli uccelli e i mammiferi, alcuni di questi necessitano delle cavità e dei buchi degli alberi come rifugio per la nidificazione.
Insomma, sono in tantissimi a popolare le cavità dei vecchi alberi e il legno morto: coleotteri, ditteri, collemboli, diplopodi, molluschi, picidi, stigiformi e chirotteri. Una curiosità: la sola famiglia dei coleotteri cerambicidi, pressoché tutti saproxilici, comprende oltre 280 specie. Purtroppo, la continua sottrazione di legno morto dalle foreste, a lungo praticata, ha determinato l'estinzione di un grande numero di specie saproxiliche. Inoltre, nel caso dei boschi della Pianura Padana, al depauperamento forestale si aggiunge l'effetto negativo dell'isolamento di questi boschi immersi, come isole, nel mare delle colture agrarie. Per le specie saproxiliche, dotate generalmente di scarsa mobilità, un'estinzione locale ha carattere definitivo, venendo meno ogni possibilità di re-immigrazione dai boschi vicini.

 
 
 

 

Azioni di conservazione

Le premesse per l'impostazione del progetto LIFE Natura di Bosco Fontana si sono basate sul primo monitoraggio della dinamica forestale condotto nel 1992, che ha dimostrato chiaramente come la Quercia rossa (Quercus rubra), specie aliena introdotta nel ventesimo secolo, abbia preso il sopravvento stravolgendo l'identità del querco-carpineto caratteristico di Bosco Fontana. Allo stesso modo, il platano non riveste nella Riserva alcun ruolo ecologico o faunistico. Invece di eliminare il problema rimuovendo semplicemente gli alberi di specie esotiche si è scelto di "riciclare" sia la quercia rossa sia il platano, trasformandoli rispettivamente in legno morto e in microhabitat per le faune saproxiliche. L'obiettivo è stato perseguito sradicando e spezzando i soggetti di quercia rossa e realizzando con i platani "alberi habitat". La situazione della conservazione delle faune saproxiliche è, infatti, drammatica per la maggior parte delle foreste europee e solo in questi ultimi anni si avvertono i primi segni di una migliorata sensibilità per quella che è in realtà una componente forestale assolutamente importante quanto negletta dalla maggior parte dei gestori forestali. Preme segnalare l'esempio decisamente innovativo per l'ambito forestale italiano, fornito dal nuovo Regolamento all'Ordinamento Forestale di cui si è dotata la Provincia Autonoma di Bolzano-Südtirol in vigore dal 27 settembre 2000 (DPGP 31.07.2000), in particolare per la chiara e centrale prescrizione inserita nei "Principi selvicavi devono essere oculatamente lasciati in bosco in quantità e con distribuzione adeguate". La problematica è evidenziata infine nei dieci punti della Raccomandazione R (88) 10 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa che indirizza ai governi degli Stati membri una serie di misure di protezione degli organismi saproxilici. Esiste infine anche una lista delle foreste identificate come di importanza potenziale internazionale per le loro faune di invertebrati saproxilici, pubblicata dal Consiglio d'Europa - Collection Sauvegarde de la Nature, n. 42 (Speight, 1989), in cui figura anche Bosco della Fontana.
 
Ripristino del legno morto utile alle faune saproxiliche
I soggetti di quercia rossa e platano appartenenti a gruppi omogenei di circa 40-50 anni di età sono stati sradicati, devitalizzati o portati a morte lenta, per riprodurre le naturali ripartizioni qualitative e quantitative del legno morto, che si verificano nelle aperture naturali causate da eventi meteorologici di particolare intensità.

La Quercia rossa: creazione di Chablis artificiali
Si basano sulla riproduzione degli effetti di una perturbazione naturale (vento), rispettando le ripartizioni qualitative del legno morto nonchè la direzione prevalente di caduta secondo i dati desumibili dai monitoraggi della dinamica forestale naturale.

I platano: creazione di alberi Habitat
Il fine è stato di produrre artificialmente cavità utili alla nidificazione dell'avifauna e all'insediamento di invertebrati. La soglia diametrica minima di intervento è stata di 20 cm. Le cavità per l'avifauna sono state ricavate solo su soggetti con diametro superiore a 45 cm.

Prima fase
(1-2-3-4)

Creazione di catini basali
Lo scopo è stato quello di favorire l'innesco di processi di marcescenza e di cavità a marciume molle. L'intervento è consistito nello scavo di una serie di "catini" basali, disposti in successione verticale, nella parte inferiore del tronco.

Seconda fase
(1-2-3-4)

Creazione di una cavità per la nidificazione dell'avifauna
Questo intervento ha avuto lo scopo di fornire le cavità necessarie alla nidificazione di alcune specie di uccelli. È stata realizzata una cavità di nidificazione (nesting hole), ad una altezza compresa tra 1 e 5 metri, le cui dimensioni sono state variabili a seconda della specie per cui sono state predisposte

La Fauna: il riequilibrio
Negli chablis artificiali prodotti dallo sradicamento delle querce rosse, sono stae effettuate semine con farnia e interventi di asportazione della vegetazione infestante permanente e prevenzione dell'insediamento del rovo (Rubus sp.). Gli interventi hanno previsto:
- lavorazione superficiale del terreno per facilitare la germinazione dei semi di farnia;
- imboschimento con farnia o rinnovazione naturale sull'80% della superficie dei gaps prodotti. Il rimanente 20% non è stato rimboschito ma solamente ripulito dalle infestanti, per favorire la fioritura delle specie arbustive, ad esempio del sambuco (Sambucus nigra L.);
- eliminazione sistematica dei semenzali di quercia rossa e dei soggetti con diametro inferiore ai 10 cm, presenti nelle particelle interessate alla formazione degli chablis.

 

Monitoraggio degli invertebrati
Tra gli obiettivi previsti dal Progetto LIFE-Natura ci sono stati anche interventi mirati alla conservazione degli invertebrati del legno morto con l'innesco di processi di presenescenza su platano e quercia rossa.
Le azioni intraprese hanno previsto la creazione di habitat specifici per l'utilizzo di metodologie di campionamento mirate a fornire una prima immagine della biodiversità della Riserva. Gli invertebrati saproxilici, la cui biologia è molto variabile, dipendono per il proprio sviluppo da diversi stadi di decadimento dell'albero.
I monitoraggi delle faune ad invertebrati saproxilici sono stati seguiti dagli specialisti del Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale che ha sede a Bosco della Fontana. Alla determinazione degli insetti saproxilici raccolti nei monitoraggi ha collaborato anche una quindicina di specialisti esterni.

Trunk window trap
(Trappola a finestra)
Questa trappola consiste in un pannello di plexiglas (20x30 cm) al di sotto del quale sono collocati un imbuto (Ø 22 cm) e un barattolo riempito di una soluzione di alcool 70° ed acido acetico per la raccolta del materiale.

Trunk flight trap
(Trappola a finestra)
La "window flight trap" consiste di due pannelli di plexiglas incrociati (60x40 cm) sotto cui sono posizionati un imbuto (Ø 42 cm) e un barattolo di raccolta con le stesse funzioni di quelli precedentemente descritti. Il modo di operare delle due trappole e analogo e prevede la raccolta degli esemplari che, urtando la barriera di plexiglas, vanno ad accumularsi nel barattolo con il liquido conservante che è prelevato e sostituito ogni quindici giorni.

Monitoraggio dell'avifauna
I monitoraggi dell'avifauna saproxilica e saproxilobia sono stati seguiti dagli specialisti del CNBF. Tra gli interventi forestali previsti dal Progetto Life - Natura figura anche la realizzazione dei cosiddetti alberi habitat. Si tratta di alberi che, anziché essere semplicemente tagliati, vengono sfruttati per la creazione di microhabitat favorevoli all'insediamento di moltissimi organismi animali, denominati nel loro insieme saproxilici e/o saproxilobi (sono tutti gli organismi che vivono nel (o sul) legno in decomposizione (Lincoln et al., 1993)). La costruzione di questi particolari alberi prevede la creazione all'interno del tronco della pianta di alcuni buchi che hanno lo scopo di innescare i processi di marcescenza del legno. Negli alberi con diametro superiore a 44 cm viene realizzata con la motosega una cavità utilizzabile da diverse specie di uccelli sia come rifugio che come luogo di nidificazione. Le specie-bersaglio oggetto di questo intervento sono state la civetta, l'allocco, il torcicollo (Jynx torquilla), il pigliamosche (Muscicapa striata), la cincia bigia (Parus palustris), la cinciarella (Parus caeruleus), la cinciallegra (Parus major) e il picchio muratore (Sitta europea). Sono specie che nidificano abitualmente nei buchi degli alberi (dette per questo saproxilobie) e che, a causa dell'eliminazione compiuta in passato di tutte le piante morte o marcescenti presenti nel bosco, sono oggi in difficoltà per l'esiguo numero di siti adatti alla nidificazione.
Le dimensioni di queste cavità sono analoghe a quelle delle cassette-nido che vengono abitualmente installate per favorire le specie che nidificano appunto nei buchi degli alberi. Il progetto naturalmente ha previsto anche un accurato monitoraggio delle cavità in modo da valutare con precisione l'efficacia di tale intervento e soprattutto raccogliere importanti dati sulla biologia riproduttiva di specie mai oggetto prima, all'interno della riserva, di specifiche ricerche. Ben 23 sono state le cavità occupate con esito positivo da diverse specie d'uccelli. Tra l'altro, su quattro cavità appositamente realizzate per l'allocco, una è stata occupata da una coppia che si è riprodotta con successo allevando un piccolo mentre un'altra è stata utilizzata per tutto il periodo della nidificazione da un individuo che però non si è riprodotto. Il materiale ("borre", resti indigeribili, ecc.), prelevato da queste due cavità al termine della stagione riproduttiva è stato oggetto di uno specifico studio che ha permesso di raccogliere importanti dati sui micromammiferi della riserva, un campo purtroppo in passato mai indagato e fonte, come emerso dai primi dati finora raccolti, di importantissime sorprese.

 
 
 

 

Attività di divulgazione

Nell'ambito del progetto sono state realizzate diverse azioni divulgative che comprendono attività didattiche, opuscoli, progetti di Educazione ambientale e pubblicazioni. Le attività divulgative sono state interamente progettate e svolte dalla sezione di didattica del Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità forestale di Verona-Bosco della Fontana. L'offerta di didattica è stata rivolta soprattutto alle scuole di ogni ordine e grado, sia della provincia di Mantova che di altre città vicino, quali ad esempio Cremona, Brescia e Verona, e ha previsto, accanto alle attività "classiche" per la didattica volte alla conoscenza generale dell'ambiente in termini storico-naturalistici, uno specifico programma sui temi e sugli interventi previsti dal progetto LIFE-Natura. Per gli adulti e, in generale per le persone che visitano la Riserva in maniera autonoma, è stato realizzato un percorso autoguidato (percorso Life-Natura) che si snoda lungo i viali della Riserva, in cui sono collocati mappe e tabelle esplicative del progetto.

Opuscoli
- Bosco della Fontana Riserva Naturale Biogenetica di Rosy Fezzardi, 2001, Amici di palazzo Te e Musei Mantovani, CNBF Verona-Bosco della Fontana. L'opuscolo raccoglie notizie sulla storia della "Palazzina Gonzaga", che si trova all'interno della Riserva, sulla vegetazione e sulla fauna.
- Con la scuola a lezione di Natura... nel Bosco della Fontana Educazione Ambientale di Rosy Fezzardi, 2004, CNBF Verona-Bosco della Fontana. L'opuscolo ha il titolo "giocato" in modo da presentare l'acronimo (CNBF) per sottolineare il legame esistente tra le attività scientifiche in corso nella Riserva e quelle didattiche.
- C'è vita nel legno morto! di Emma Minari 2004, CNBF Verona-Bosco della Fontana. L'opuscolo è uno strumento che permette di conoscere ciò che accade in una pianta morta: dalla comparsa dei primi insetti saproxilici, ai funghi saprofiti del legno, ai picchi che scavano il nido e si procurano il cibo sotto la corteccia, ai micromammiferi che costruiscono la tana in prossimità delle radici esposte.
- Lucanus cervus & il Picchio rosso di Rosy Fezzardi, Angela Zago, Daniela Perani, 2005, CNBF Verona-Bosco della Fontana. È una favola moderna realizzata dal CNBF Verona-Bosco della Fontana, da anni impegnato nel coniugare le attività di ricerca scientifica con l'ideazione di percorsi di Educazione Ambientale; è scritta per i bambini, ma racconta a tutti uno spaccato di bosco attraverso il dialogo fra due splendidi animali: il Cervo volante e il Picchio rosso.

Attività didattiche
Il CNBF dal 1999 con il progetto LIFENatura, ha iniziato a sviluppare percorsi didattici per divulgare le attività di ricerca scientifica e le nuove tecniche di gestione forestale finalizzate al mantenimento e al ripristino del legno morto e dei vecchi alberi cavi nella Riserva, mediante:

- visite guidate nella Riserva Naturale Bosco della Fontana
- attività di laboratorio didattico
- eventi e manifestazioni

 

Progetti di Educazione ambientale
La specificità delle proposte di educazione ambientale iniziate nel '99 con il progetto LIFE-Natura, ha fatto della sezione didattica del CNBF di Bosco della Fontana un modello di riferimento sul territorio per la diffusione della biodiversità del legno morto. Le attività si sono incentrate sulle conoscenze degli habitat dei vecchi alberi cavi e delle faune saproxiliche e il progetto di seguito ne è un esempio:

- Picchiettando si scopre che... E' un progetto didattico che si è sviluppato in quattro incontri alla scoperta del Picchio rosso maggiore e del ruolo sociale che svolge nell'ecosistema del bosco. Tale progetto rientra in un filone più ampio sulla "Biodiversità e legno morto".

Pubblicazioni
- Rapporti Scientifici n. 2/2003
"Tecniche di ripristino del legno morto per la conservazione delle faune saproxiliche - Il Progetto LIFE Natura NAT/IT/99/6245 di Bosco della Fontana (Mantova, Italia)" di Raffaele Cavalli, Franco Mason, 2003 (ristampa 2004), Gianluigi Arcari Editore, Mantova La presenza di legno morto e di vecchi alberi cavi nelle foreste europee è essenziale nel mantenimento della loro biodiversità. In questo libro, sono presentati nuovi metodi per la ricostruzione artificiale dei microhabitat del legno morto, i risultati dei monitoraggi relativi alla fauna saproxilica e alcune indicazioni nella divulgazione di queste tematiche.
Questi metodi sono stati sviluppati, all'interno del progetto LIFE-Natura, dal Corpo forestale dello Stato, del Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale di Verona-Bosco della Fontana, in collaborazione con l'Università degli Studi di Padova, Dipartimento Te.SAF di Legnaro (PD).
- Atti di convegni scientifici
Atti del Simposio Internazionale 29-31 maggio 2003 - Legno morto: una chiave per la biodiversità.

 
 
 
 

Ufficio operativo del progetto

Centro nazionale per lo studio della conservazione della biodiversità forestale di Verona - Bosco Fontana

Laboratori scientifici
Strada Mantova, 29 46045 Marmirolo (Mantova)
Telefono e fax: 0376295933

Direzione amministrazione laboratori
Via Carlo Ederle 16/a37100 Verona
Telefono: 0458345445
Fax: 0458301569
Email: natcons@tin.it

Ufficio territoriale per la biodiversità di Verona (VR)
C. Ederle 16/A - Verona
Telefono: 045/8345445

Ufficio Amministrativo del Progetto
Corpo forestale dello Stato
Ufficio per la biodiversità, V. Carducci, 5- 00187 Roma
Telefono: 06/46657066
Fax: 06/4820665
Email: m.panella@corpoforestale.it


 

Attività di divulgazione - Opuscoli

Attività di divulgazione - Attività didattiche

Attività di divulgazione - Progetti di Educazione ambientale

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