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LIFE AGREE – Gestione di lagune costiere nel lungo periodo

L’obiettivo generale del progetto è la conservazione a lungo termine di habitat e specie Natura 2000 di una laguna deltizia nel delta del Po, la “Sacca di Goro”, attraverso una gestione integrata che sfrutta, invece di contrastare, il dinamismo della laguna ed il costante deposito sedimentario.
Gli habitat target che beneficeranno delle azioni di progetto per la migliore circolazione idraulica sono l'habitat prioritario 1150*, lagune costiere, che occupa oltre la metà del sito per complessivi 2500 ha, il 1110 - Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina ed il 1410 - Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi) e che si compenetrano in vari punti con l’habitat 1150*.
Le specie target di avifauna sono il Charadrius alexandrinus (Fratino), Sterna albifrons (Fraticello), entrambi in allegato I della Dir. 2009/147 ed Haematopus ostralegus (Beccaccia di mare), per le quali l’obiettivo di progetto è la realizzazione, protezione e vigilanza di aree per la nidificazione.
Specie target indirette sono la Knipowitschia panizzae (Ghiozzetto di laguna) ed il Pomatoschistus canestrinii (ghiozzetto cenerino) che depongono le uova sul fondale e di conseguenza beneficeranno del miglioramento delle condizioni idrodinamiche.
Un ulteriore obiettivo di progetto, che concorre con il principale, è l’avvio di una gestione integrata con approccio ecosistemico e funzionale della laguna a cui partecipano sia enti pubblici sia privati, con una visione gestionale a lungo termine.
È stato realizzata una pagina web dedicata al progetto.
Per consultarla vai a: http://www.provincia.fe.it/lifeagree

  1. Obiettivi
  2. Azioni principali
  3. Risultati attesi
  4. Aree di intervento
  5. Ufficio di coordinamento del progetto
  6. Enti partner
  7. Durata del Progetto
  8. Ufficio Amministrativo del Progetto
 
 

 

Obiettivi:

I risultati attesi del progetto sono, in generale, il miglioramento della circolazione idraulica lagunare e l’eliminazione dell'impatto delle anossie provocate dalla crescita eccessiva e successiva degradazione di macroalghe. Un ulteriore risultato è la modificadella direzione di crescita dello scanno sabbioso, che sarà orientata verso sud sud-ovest, in modo tale non occludere l'apertura a mare della laguna che, congiuntamenteall’escavo dei canali subl agunari, garantirà il mantenimento di una buona circolazione idraulica per la conservazione dell’ habitat 1150* e del 1110, inquanto le anossie provocano la defaunazione completa dei fondali, a danno ditutte le specie bentoniche o con habitus bentonico, inclusi K. panizzaeeP. canestrinii. Il materiale proveniente dai dragaggi inoltre andrà ad ampliare le superfici utili per gli habitat 1410 ed 1110.
Il Corpo Forestale dello Stato, tramite l'Ufficio territoriale per la Biodiversità di Punta Marina – Ravenna realizzerà circa 3 ettari di aree idonee alla nidificazione di C. alexandrinus,S. albifrons, edH. ostralegusconconseguente incremento delle coppie nidificanti.
Il progetto presenta una rilevante componente di adattamento ai mutamenti climatici, in quanto prevede la gestione di una laguna costiera con una visione di lungo periodo, in cui la dinamica di crescita delle barene sabbiose è orientato in modo tale da consentire la conservazione dell' ambiente lagunare.
Il progetto vuole creare un equilibrio con una visione a lungo termine in cui lo scanno deve essere mantenuto, in quanto indispensabile difesa dal mare, ma al tempo stesso non deve impedire gli scambi con il mare aperto, necessari per il funzionamento dell’ ecosistema lagunare. La gestione è quindi di adattamento, in quanto rispetto alla costruzione di opere rigide di difesa l’opzione scelta utilizza a proprio favore il dinamismo di apporto dei sedimenti, orientando la crescita dello scanno in direzione sud sud-ovest in modo da mantenere sia lo scanno sia l’indispensabile apertura a mare.

 
 

 

Azioni principali:

Le specie target fratino (Charadrius alexandrinus) efraticello (Sterna albifrons) sono particolarmente a rischio, in quanto nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia sono entrambe al livello endangered, poiché hanno avuto una riduzione della popolazione negli ultimi 10 anni superiore al 50%. La popolazione di fratino dell’ Emilia-Romagna è stimata in 50 coppie nel 2011 su una popolazione nazionale di 1000 coppie (Com. Personale, Lorenzo Serra – ISPRAIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Inoltre la popolazionedi fraticello del Mediterraneo occidentale è stata riconosciuta come meta popolazione, di cui la maggior parte nidifica in Italia.
Visto il ridottissimo numero di coppie nidificanti, ogni incremento rappresenta unvelemento fondamentale per la loro conservazione. Il Progetto prevede quindi lacreazione di aree idonee per la nidificazione, con caratteristiche tali per cui ne beneficerà anche la beccaccia di mare Haematopusostralegus che nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia 2011 è classificato Quasi Minacciata (NT).
Azioni di progetto specifiche sono attuate dal Corpo Forestale dello Stato, tramite l'Ufficio territoriale per la Biodiversità di Punta Marina – Ravenna. La minaccia è affrontata dalle azioni C4 e C5, con la creazione di isole/barene per una superficie pari a circa 3 ettari, rinaturalizzazione delle stesse e vigilanza.

 
 

 

Risultati attesi:

Le azioni C1,C2 eC4 sono finalizzate a migliorare la circolazione idrica della laguna. La superficie di habitat 1150* che beneficerà degli effetti delle diverse azioni è stimata in 1000 ha, ovvero circa metà delle superfici
occupate dall’ habitat prioritario.
Per quanto riguarda l’ avifauna, i primi monitoraggi effettuatinell’ambito del progetto hanno evidenziato che attualmente il successo riproduttivo delle specie target è nullo nell’area. Il principale risultato atteso è pertanto quello di garantire la sopravvivenza dei pulli delle specie target.

 

Aree di intervento

Il sito SIC-ZPSSacca di Goro, Po di Goro, Valle Dindona, Foce del Po di Volano è caratterizzatoda superfici con alto tasso di naturalità rispetto al territorio circostante,ed ospita numerosi habitat e specie protette. Per la conservazione delle specietarget, l'habitat prioritario 1150* Lagune costiere ricopre circa 2200 ettari, pari al 65% degli habitat Natura 2000 del sito, ed a livello regionale il sito conservaquasi un quinto di questo habitat, oltre ad essere l'unico in una laguna aperta con sbocco e scambi diretti con il mare senza infrastrutture. L'habitat 1110 -Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina, occupa invece nel sito circa 500 ettari che a livello Regionale rappresentano circa il 50%dell'intera estensione nei 4 siti in cui è presente.


 

Ufficio di coordinamento del progetto

Beneficiario coordinatore: Provincia di Ferrara


 

Enti partner

Beneficiari associati: Corpo Forestale dello Stato- Ufficio territoriale per la Biodiversità di Punta Marina – Ravenna; Ente di Gestione per i Parchi e laBiodiversità - Delta Po; Organizzazione di Produttori e Pescatori della Vongola della Sacca di Goro e Gorino; Regione Emilia-Romagna; Università di Ferrara.


 

Durata del Progetto

dal 01/06/2014 al 30/04/2019


 

Ufficio Amministrativo del Progetto

CorpoForestale dello Stato - Ufficioterritoriale per la Biodiversità di Punta Marina - Ravenna

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