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Riserva Naturale Statale Isola di Montecristo


 
 
Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Comune: Portoferraio

Istituzione: DM 4 marzo 1971
Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 0 -645 m. s.l.m.
Estensione: 1.039.00 ha

Altre indicazioni e classificazioni:
Parco Nazionale Arcipelago Toscano 
Riserva naturale biogenetica dal 1977 
ZPS (Direttiva79/409/CEE) IT5160015 
pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT5150014 

Area Diplomata dal Consiglio d'Europa dal 1988
Organo di Gestione:
Ufficio Territoriale Biodiversità
di Follonica GR
Via Bicocchi 2
58022 FOLLONICA GR
Tel 0566 40019
Fax 0566 44616
Email utb.follonica@corpoforestale.it 

  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
Cenni storici

Descrizione e cenni storici

L'Isola ha 16 km di coste a picco sul mare, un'altitudine massima di 645 m. s.l.m. e una superficie di 1039 ha. L'unico approdo è Cala Maestra. Il substrato geologico è costituito da rocce granitiche con grandi cristalli di feldspato.
La caratteristica del paesaggio è data dalla forma massiccia che conferisce l'idea di inespugnabilità La catena montuosa che la percorre ha tre vette principali: il Monte della Fortezza (645 m), la Cima del Colle Fondo (621 m) e la Cima dei Lecci (563 m). Il clima è mediterraneo marino, con inverno mite e relativamente piovoso, ed estate calda e siccitosa, ma con periodi di elevata umidità atmosferica.
L'Isola ha ospitato un importante abbazia, fondata dai seguaci di San Mamiliano, che fu distrutto dalle incursioni saracene nel 1555. Ritornò quindi famosa per via del romanzo di Dumas "Il Conte di Montecristo". Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1860 l'Isola fu acquisita al Demanio e vi fu istituita una colonia penale. Nel 1889 venne concessa al Marchese Carlo Ginori, che restaurò la villa costruita 37 anni prima da un inglese e fece dell'Isola una riserva di caccia. La riserva risultò particolarmente gradita a Vittorio Emanuele III, che la frequentò spesso nei primi anni del 1900.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Montecristo ospitò un presidio militare e rimase poi abbandonata e meta di vandalismi fino al 1949.
I tentativi di sfruttamento che si prospettavano verso la fine degli anni '60 indussero all'istituzione della Riserva.
 
Come visitare l'area
Il Consiglio d'Europa nell'attribuire alla riserva il Diploma Europeo per la conservazione dell'ambiente, ha imposto, fra l'altro di non superare il limite annuale di 1000 visitatori. Vengono pertanto autorizzate dall'ente gestore visite giornaliere che si svolgono per gruppi che vengono guidati attraverso uno dei percorsi didattici da personale del Corpo Forestale dello Stato.
L'isola non è servita da traghetti di linea e pertanto gli autorizzati devono provvedere autonomamente a reperire una imbarcazione idonea a coprire le circa 40 miglia marine di distanza dalla terra ferma. Singoli richiedenti non organizzati in gruppi di almeno 40 persone possono quindi incontrare difficoltà nell' organizzare il viaggio.
Purtroppo il numero dei richiedenti è sempre superiore alla disponibilità, per cui si possono verificare tempi di attesa piuttosto lunghi. Si sottolinea che non essendo possibile pernottare nelle acque antistanti la riserva, coloro che intendono utilizzare una natante a vela debbono valutare con attenzione i tempi di navigazione. Per ulteriori e dettagliate informazioni chiamare Il Corpo forestale dello Stato - Ufficio territoriale per la biodiversità di Follonica (GR) al numero 0566 40019 o via e-mail all' indirizzo utb.follonica@corpoforestale.it.




 

 
 
Flora

Flora

La flora e la vegetazione di Montecristo hanno subito gravi alterazioni nel corso dei secoli a causa dello sfruttamento antropico ed attualmente il carico di erbivori condiziona la sopravvivenza di talune specie.
Alle oltre 300 entità botaniche sicuramente spontanee e tutt'oggi presenti nell'Isola sono da aggiungere 20 specie ritrovate dopo le prime raccolte o introdotte a scopi ornamentali o agricoli: palme, agavi, oleandri, eucalipti, allori, magnolie, olivi, carrubi, viti, pini domestici, pini d'Aleppo e molte altre, fra cui l'ailanto che purtroppo è divenuto fortemente invadente, tanto da costituire una delle maggiori emergenze ecologiche della riserva.
La vegetazione dell'Isola, originariamente costituita da una fitta macchia mediterranea, dominata dal leccio, oggi è rappresentata da una copertura discontinua, costituita da arbusteti più o meno evoluti a prevalenza di eriche che in alcuni settori raggiungono dimensioni notevoli, cui si accompagnano per lo più rosmarino, cisto, elicriso e maro che conferiscono l'inconfondibile profumo.
I lecci relitti sono circa 200, in gran parte decrepiti e cadenti e sopravvivono solo dove sono sfuggiti al morso delle capre ed al taglio. Le specie introdotte si trovano quasi tutte nell'area circostante la villa reale.

 
 
Fauna

Fauna

Tra gli animali presenti sull'Isola, la capra selvatica è un elemento caratteristico, adattato all'ambiente rupestre. Presente in Italia solo a Montecristo, con una popolazione selvatica, ma ibridata nei secoli con capre di altra provenienza, conta circa 250 esemplari. Altro grande mammifero avvistato nei pressi di Montecristo è la foca monaca. Tra i roditori sono presenti il coniglio selvatico ed il dannoso ratto bruno.
A Montecristo sostano molti uccelli migratori. È presente il gabbiano corso, mentre nelle gallerie sotto i massi granitici nidifica la berta minore.
Tra i rapaci sono presenti e nidificano il falcone pellegrino ed il gheppio. È anche presente la rara aquila del Monelli. Non è raro vedere volteggiare qualche corvo imperiale sulle vette più alte.
Pochi sono i piccoli uccelli che si riproducono sull'isola tra i quali la magnanima ed il pigliamosche.
Anche i rettili sono ben rappresentati a Montecristo, dove vivono specie endemiche selezionatesi grazie all'isolamento geografico. Si registra quindi la presenza della vipera, del biacco e della lucertola.
Tra gli anfibi è presente la rana tirrenca.
Molti invertebrati risultano importanti perché rari o endemici.

 

 
 
Fruizione

Fruizione

Gli stretti vincoli di protezione oltre che la obbiettiva inaccessibilità, trattandosi di un Isola lontana dalla terraferma impongono una forte limitazione alle visite guidate che si svolgono sostanzialmente lungo tre sentieri principali.
Sono i percorsi che consentono di raggiungere i resti dell'antico Monastero e la Grotta di San Mamiliano, dove si dice che il santo abbia condotto via eremitica a partire dal 455.
Esiste un piccolo museo naturalistico, dove vengono conservati ed esposti i campioni di fauna e di flora, sia marina che terrestre.
Dal 1988 Montecristo è area diplomata dal Consiglio d'Europa. L'importante riconoscimento viene rinnovato ogni cinque anni dopo una severa istruttoria che mira a verificare il rispetto delle raccomandazioni impartite al momento del rilascio. Tra queste quella più dolorosa ma necessaria è la limitazione a mille visitatori per ogni anno. Molte sono le richieste che non possono essere esaudite e l'attesa può durare anche qualche anno.
La natura impervia dei sentieri dell'Isola rendono la visita molto impegnativa.

 
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