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PROGETTO ARCTOS

Il progetto è un'iniziativa volta a favorire la tutela delle popolazioni di orso bruno(Ursus arctos) delle Alpi e degli Appennini e a sostenerne l'espansione numerica, attraverso l'adozione di misure gestionali compatibili con la presenza del plantigrado. Il progetto è attuato nell'ambito del programma finanziario dellaCommissione Europea LIFE + Natura.
 
Per maggiori dettagli vai a www.life-arctos.it

Obiettivi

Il progetto mira a conseguire i seguenti obiettivi:

  • identificare e implementare misure per una pratica zootecnica più compatibile con la presenza dell'orso;
  • valutare il rischio di trasmissione di patogeni dal bestiame domestico all'orso e mettere in atto misure compensative;
  • analizzare le attuali politiche di indennizzo dei danni da orso e identificare soluzioni innovative;
  • ridurre in maniera significativa l'incidenza dei danni da orso in aree selezionate;
  • incrementare la disponibilità trofica naturale nel settore appenninico;
  • gestire il fenomeno degli orsi confidenti/problematici;
  • elevare il grado di conoscenza della specie da parte dell'opinione pubblica.

Azioni principali

Le azioni del progetto possono essere raggruppate in sei categorie principali:

  1. Interventi per una zootecnia più compatibile con la presenza dell'orso
  2. Riduzione dei conflitti con le attività antropiche
  3. Gestione delle risorse naturali di interesse per l'orso
  4. Informazione e sensibilizzazione
  5. Attività didattiche
  6. Monitoraggio dell'efficacia delle azioni del progetto

In particolare il Corpo Forestale dello Stato è responsabile delle seguenti attività:

  • Azione C4 -  istituzione di gruppi di intervento rapido per la gestione degli orsi problematici (categoria 02). L'azione C4 contempla due diverse "direttrici" operative: a- istituzione di gruppi di intervento rapido; b- coordinamento delle attivitàsia nell'area alpina che appenninica.  Per quanto al punto a) sono state attivate9squadre di pronto intervento: n. 4 a cura di Regione Lombardia,con personale del CFS e delle Polizie Provinciali di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio; n. 2 a cura di RAFVG, con personale del Corpo Forestale Regionale, delle Polizia Provinciali di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine e del CFS; n. 3 a cura del CFS, di cuin. 2 in Appenninocon personale CFS, del PNALM e della Regione Lazioe n. 1 in Veneto).Tuttoil personale incaricato delle attività, circa 120unità,ha svolto uno specifico corso diformazionedella durata di una settimana presso la Scuola del CFS di Cittaducale (RI),durante il quale sono stati forniti gli elementi utili per la gestione delle emergenze sia intermini di prevenzione dei danni e delle causeche possono generare il fenomeno degli orsi confidenti, sia per l'attuazione della dissuasionee del condizionamento negativo.
  • Per quanto riguarda il punto b) le attività hanno portato alla stipula di un protocollo d'intesa tra i partner dell'area alpina(CFS, RAFVG e Regione Lombardia)ai quali si è aggiunta la Regione Veneto direttamente interessata dalla presenza di orsi nel proprio territorio regionale. Da tale protocollo sono derivati strumenti operativi sia per la RAFVG che per la Lombardia in base ai quali il personale potràintervenirenei territori di competenza secondo procedure coordinateper assicurare sia gli aspetti di tutela della fauna selvatica che di pubblica sicurezza e incolumità. Tale aspetto rappresenta un importante passo avanti nella gestione della problematiche connesse agli orsi confidenti in aree di espansione della popolazione, dovegli stessisono di grande rilevanza ed attualità.Nell'area appenninica il coordinamento ha portato all'avvio del monitoraggio delle strutture e risorse critiche al fine di prevenirel'insorgenza di altre situazioni critiche e gestire al meglio quelle esistenti.
  • In generaletuttele azioni poste in essere hanno contribuito ad aumentare la conoscenza e le problematiche di conservazione dell'orsoin tutte le aree interessate dalla presenzaed a creare una struttura operativa su scala vasta,sia in ambito alpino che appenninico,dove le squadre d'intervento saranno operative a partire dal 2012.interventi atti a limitare l'accesso veicolare in aree ritenute critiche per la presenza dell'orso (categoria 03).Questa azione prevede l'installazione di 20 sbarre di accesso dotate di lucchetto e relativa segnaletica alla base di strade sterrate e piste forestali che collegano il fondo valle ad aree ad alto valore ambientale e importanza critica per l'orso.Contestualmente sarà realizzata una banca dati georeferita inerente la viabilità all'interno dell'area interessata.L'Azione si svolgerà all'interno del PNALM e ZPE, ma anche in aree ecologicamente pertinenti ed adiacenti in connessione alle possibilità di espansione dell'orso.Le sbarre saranno installate in collaborazione con gli enti parco o gli altri enti territorialmente competenti,  previa concertazione con i comuni interessati. L'operazione sarà effettuata in piena trasparenza e in collaborazione con i soggetti portatori di interesse (in primis gli allevatori) cui sarà comunque consentito l'accesso veicolare. 
  • definizione di una strategia di gestione delle risorse trofiche di origine naturale e antropica atta a garantire la massima produttività per l'orso e la mitigazione dei conflitti (categoria 03).Quest'azione si occuperà di valutare gli interventi di ripristino e riqualificazione necessari per incrementare la produttività del ramno (Rhamnusalpinus). Nello specifico l'azione prevede di: 1) inventariare e mappare i ramneti; 2) definire un programma di interventi per la riqualificazione, il recupero e la ridiffusione dei ramneti; 3) studiare l'ecologia del ramno alpino finalizzata al ripristino e alla ridiffusione della specie e area di distribuzione potenziale.Questa azione verrà attuata nel settore appenninico, in particolare nel territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e relativa Zona di Protezione Esterna. In corso d'opera verrà valutata la possibilità di includere anche altre aree ecologicamente pertinenti ed adiacenti.

Area di intervento

 

Il progetto prevede interventi in due ambiti territoriali distinti. Il primo, sulleAlpi, include siala principale area di presenzadell'orso, localizzata nella Provincia Autonoma di Trento, siale aree circostanti, dove la presenza della specie è limitata a individui in espansione, la Lombardia orientale verso ovest el'ampia fascia ricadente nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, finolungoal confine con la Slovenia da dove non di radoarrivano nuovi soggetti. A parziale modifica del progetto originale, ARCTOS prevede interventi anche in Regione Veneto, ormai sempre più frequentemente interessata dalla presenza di esemplari in espansione lungo la direttrice est-ovest.

 

Per quanto riguarda l'area di intervento appenninica, essa comprende sia le porzioni di presenza stabile dell'orso bruno marsicano nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, che quelle marginali come i Monti Simbruini, la Duchessa e il Velino-Sirente.

 

Ente Beneficiario del progetto

Ente Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Enti partner

Il progetto è il risultato dello sforzo congiunto di 10 partner diversi:
Regione Abruzzo
Regione Lazio
Regione Lombardia
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Provincia Autonoma di Trento
Corpo Forestale dello Stato
Sapienza, Università di Roma
Parco Naturale Adamello Brenta
WWF Italia

Durata del Progetto

Inizio: 01/10/2010
Fine: 30/09/2014

Uffici CFS coinvolti nel Progetto

Corpo forestale dello Stato
Ufficio territoriale per
la biodiversità di Castel di Sangro 
Via Sangro 45-67031,Castel di Sangro (AQ)
Tel: 0864/845938
Fax: 0864/840706
E-mail:
utb.casteldisangro@corpoforestale.it

Corpo forestale dello Stato
Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise 
Caserma Forestale Feudo Intramonti-67030,Civitella Alfedena (AQ)
Tel: 0864 87117
Fax: 0864 87527
E-mail:
cta.civitellalfedena@corpoforestale.it

Conservazione dell'orso bruno: azioni coordinate per l'areale alpino e appenninico
Progetto 09/NAT/IT/000160

 
 
 
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