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Riserva Naturale Statale Salina di Tarquinia


 
 
Regione: Lazio
Provincia: Viterbo
Comune: Tarquinia

Istituzione: DM 25.01.1980
Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 2-4 m. s.l.m.
Estensione: 170 ha

Altre indicazioni e classificazioni:
ZPS (Direttiva 79/409/CEE) IT6010026
pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT6010025

Organo di Gestione
Ufficio territoriale per la Biodiversità di Roma
Via G. Carducci, 5
00187 Roma,
Tel. 06/42013131
Fax 06/98012176;
Email:utb.roma@corpoforestale.it 

 
 
Articoli da Il Forestale
 
 

Articolo dalla Rivista on-line Silvae
 

 
 
  1. Flora
  2. Fauna
  3. Itinerari e Punti di interesse
Panoramica della Salina di Tarquinia

Descrizione e cenni storici

Si hanno notizie della Salina di Tarquinia fin dall'antichità e ritrovamenti archeologici ne testimoniano l'utilizzo anche per la produzione del sale fin dall'epoca villanoviana. Sul finire del XVIII secolo lo Stato Pontificio fece una ricerca per individuare un sito idoneo alla produzione del sale, dato che la salina di Ostia (RM) si era gradualmente allontanata dal mare per il continuo deposito di materiale alluvionale. Il nuovo sito venne individuato a circa 6 miglia da Corneto (nome medioevale di Tarquinia prima dell'Unità d'Italia). Nel 1802 iniziarono i lavori per la realizzazione delle saline che si protrassero tra alterne vicende per vari decenni. Per la mano d'opera si fece inizialmente ricorso ai reclusi che scontavano la pena nel vicino carcere di Porto Clementino, poi dalla fine del 1800 venne costruito un borgoin stile eclettico per ospitare gli stabilimenti per la produzione e stoccaggio del sale e per offrire ospitalità alle maestranze civili, i salinari. Nel 1980 venne costituita la  Riserva Naturale di Popolamento animale a causa dell'importanza della zona per l'avifauna migratrice e stanziale, affidandola al Corpo forestale dello Stato che ne è l'Ente gestore
La Salina, pur avendo dal punto di vista ambientale la valenza di una laguna salata retrodunale, è pertanto una struttura artificiale realizzata a scopo produttivo che ora ha solo significato ecologico: fa, infatti, parte della Rete Natura 2000 essendo sia una ZPS che un SIC ai sensi delle direttive Habitat ed Uccelli. L'estrazione del sale si è, infatti, gradualmente ridotta nel tempo per la sua antieconomicità ed è totalmente cessata nel 1997. L'equilibrio idrico è tuttora mantenuto artificialmente grazie al pompaggio di acqua marina nelle vasche: queste ultime sono separate dal mare da una sottile duna costiera mentre un fosso circondariale drenante, costruito nel 1800 per tagliare la lama di acqua dolce che raggiungeva le vasche,  segna il confine tra la salina ed i terreni circostanti. Gli invasi della Salina rappresentano un particolare ecosistema salmastro a causa del gradiente di salinità che li contraddistingue. Oltre alle vasche la Riserva comprende una certa varietà di ambienti quali quelli di spiaggia, duna, steppa mediterranea, prateria e pineta. La duna costiera è fortemente soggetta al fenomeno dell'erosione marina che la sta progressivamente riducendo e che, in una prospettiva futura di medio termine, rappresenta la più grave minaccia per la conservazione dell'ecosistema della salina.

 

 
 
Scorcio della Salina di Tarquinia

Flora 

La Salina non presenta una grande variabilità di specie a causa della relativa omogeneità degli ambienti ma ospita alcune specie particolari e di grande valenza ecologica. Ai confini con la spiaggia si può osservare, distribuita in maniera discontinua, una stretta fascia di vegetazione pioniera formata da piante annuali appartenenti a specie psammofile. Oltre questa fascia si insedia un manto vegetale più compatto dove dominano le graminacee delle spiaggee anche altre specie quali la violacea Cakile maritima: in alcune zone in estate si possono osservare delle belle fioriture bianche di giglio marino (Pancratium maritimum). Nelle aree a più forte concentrazione salina (quelle peristagnali e quelle soggette ad inondazioni salate periodiche e più o meno prolungate) vegetano alofite succulente per lo più appartenenti ai generi Salicornia e Sarcocornia.
Lungo i sentieri sterrati della Salina, dove il suolo è meno salso, la vegetazione cambia aspetto e le specie dominanti sono soprattutto graminacee tipiche dei prati aridi. Nelle vasche si segnala la presenza di due specie di alghe filamentose, la Cladophora vagabonda in quelle a minore salinità, dove è riconoscibile per la caratteristica colorazione gialla, e laDunaliella salina in quelle vasche a salinità maggiore, cui conferisce in estate colori particolari che vanno dal rosa al malva all'arancio. La vegetazione arborea ed arbustiva è presente in maniera sporadica a causa del vento marino ricco di sali, e soprattutto, per via dei sistematici interventi di controllo condotti fino a quando gli impianti sono stati in produzione: si tratta, in generale, di piccoli nuclei di pineta (pino domestico e d'Aleppo) derivati da piantagioni artificiali, insieme ad esemplari di tamerice(Tamarix gallica ed africana),olivello di Boemia(Elaeagnus angustifolia) e pioppo bianco (Populus alba) piantati a partire dagli anni Sessanta per fissare dune, sponde e scarpate. Sono presenti anche nuclei dell'invasivo ailanto (Ailanthus altissima), costantemente contrastato con lavorazioni meccaniche e manuali.

 
 
Fenicotteri

Fauna

L'istituzione della Riserva è riconducibile proprio all'esigenza di tutelare le specie di avifauna migratrici e stanziali caratteristiche delle zone umide costiere e la sua importanza è legata al fatto che si tratta di una delle poche aree di questo tipo situata lungo le rotte migratorie che seguono la costa tirrenica. Ospiti praticamente fissi sono gruppi di fenicotteri(Phoenicopterus ruber), composti talvolta anche da diverse centinaia di individui che raggiungono il loro massimo numero durante i mesi invernali. Nella Riserva si riproducono specie di elevato valore dal punto di vista ecologico quali il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), la volpoca (Tadorna tadorna) e il gruccione (Merops apiaster). Per il cavaliere d'Italia in particolare il sito delle Saline di Tarquinia costituisce l'unico nel Lazio dove la specie dimostra di tentare la nidificazione con una certa regolarità. Nella pineta che confina a sud con la Riserva è inoltre presente una garzaia dove nidificano 20-30 coppie di garzetta (Egretta garzetta), piccolo airone di colore bianco tipico delle acque basse ed in particolare delle paludi salmastre. Nel 2008 è stata accertata la nidificazione all'interno della garzaia anche di alcune coppie di airone guardabuoi (Bubulcus ibis). Nell'estate del 2007 si è registrato il primo tentativo documentato nel Lazio di riproduzione dell'avocetta(Recurvirostra avosetta), inconfondibile limicolo dal lungo becco ricurvo. Nella Riserva nidificano anche specie considerate più comuni quali germano reale, gallinella d'acqua, corriere piccolo e fratino. Durante la stagione invernale si registra la massima concentrazione di individui.
Di rilievo la presenza di specie ittiche quali l'Aphanius fasciatus, detto nono, il cefalo e l'anguilla. 

 
 
Persone sedute a semicerchio sulla sabbia

Itinerari e Punti di interesse

ITINERARIO 1:
Percorso "Laghetto di acqua dolce"
DIFFICOLTA': Bassa
LUNGHEZZA: 2.000 - 2.500 m
DISLIVELLO: inesistente (s.l.m.)
TEMPO RICHIESTO: (di percorrenza del percorso) 1 -1,5 h
 
Situato sul lato interno della Riserva, il percorso ha forma di 8 e costeggia un piccolo stagno di acqua dolce temporaneo ed un più grande laghetto d'acqua dolce costituito grazie ad un progetto LIFE sulle ex vasche di precipitazione del sale. Il sentiero permette di vedere la tipica vegetazione ripariale della zona (soprattutto canneti e formazioni alofite a Salicornia e Sarcocornia), le ex vasche e strutture per la produzione del sale dismesse nel 1997 e la numerosa avifauna presente soprattutto durante l'inverno, in particolare i fenicotteri rosa ospitati in numero variabile nel corso dell'intera annata. Presenti anche nuclei di vegetazione arborea derivati da piantagioni artificiali (pini mediterranei, eucalipti) nonché tratti di macchia mediterranea retrodunale in corso di ricostituzione guidata. Percorso piano e facile senza ostacoli, in terra battuta ricoperta da macco sfarinato, dotato di cartellonistica informativa in corso di potenziamento.





Punti di interesse

Centro visita
Gli uffici del locale del Posto fisso R.N.S. "Saline di Tarquinia" fungono anche da piccolo centro visite dove gli ospiti possono trovare informazioni, depliant e materiali vari sulla Riserva e sul CFS. E' in corso di realizzazione una biblioteca su tutte le pubblicazioni scientifiche, siano essere ambientali che storico-culturali, realizzate sul territorio della Riserva.
L'area protetta è chiusa e di norma non aperta al pubblico: è visitabile (soprattutto dalle scuole) nei giorni feriali dietro prenotazione di visite guidate da personale del CFS nonché parzialmente aperta al pubblico ogni seconda domenica del mese nel quadro dell'iniziativa "Vivere la Riserva". Borgo e dune sono liberamente visitabili tutto l'anno. Tutte le visite sono gratuite e non è autorizzato il pagamento di biglietti o altre forme di ingresso a favore di Enti o Associazioni.


Vasche delle ex Saline
Si trovano nella parte chiusa al pubblico della Riserva ma sono in parte visitabili dietro richiesta ed accompagnamento da parte del personale del locale Posto fisso. Costituite per lo più in pietra e legno, ospitano acque salmastre con un diverso gradiente di salinità che permette l'ospitalità di una ricca avifauna e di una particolare ittiofauna, in particolare un piccolo pesce contenuto della Direttiva Habitat (Aphanius fasciatus). In estate l'evaporazione e la presenza massiccia di particolari alghe (Dunaliella salina) arrivano a colorare in maniera spettacolare le acque di rosa, arancione o addirittura rosso con presenza di ricche concrezioni saline.


Borgo delle ex Saline
Il Borgo ottocentesco è costituito da edifici di stile eclettico una volta utilizzati per ospitare le maestranze e le officine per la lavorazione del sale. Aperto al pubblico ed ombreggiato da grandi pini, esercita una particolare suggestione sui visitatori per la sua atmosfera romantica e retrò . Nei primi anni Settanta è stato utilizzato come set cinematografico per la realizzazione di uno degli episodi del "Pinocchio" del regista Luigi Comencini.

 
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