|
Newsletter n.435, Anno IV, del 18/8/2006
BRACCONAGGIO: BLITZ DELLA FORESTALE NEL TERRITORIO PONTINO
Sette persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria e quasi un centinaio di cardellini e un’upupa sono stati rimessi in libertà 18 Agosto ‘06 - A seguito di un'intensa attività di controllo nel territorio pontino, messa in campo nei giorni 15 e 16 agosto dagli agenti del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo forestale dello Stato di Roma e del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Latina per contrastare i reati venatori relativi in particolare ad uccellagione, sette bracconieri campani sono stati assegnati alla Giustizia. E' piuttosto frequente che uccellatori provenienti dalla vicina Regione Campana catturino annualmente moltissimi fringillidi, in particolare il cardellino, per rivenderli nei mercati locali. Attualmente, con l'abbondante disponibilità di semi maturi, i bracconieri più esperti riescono a catturare giornalmente fino a 200 esemplari. Mimetizzati tra i turisti dei Monti Lepini e dopo aver suddiviso il territorio agro-silvo-pastorale della provincia in diverse aree operative, gli uomini del NOA e del NIPAF hanno setacciato minuziosamente la zona e in sole quarantotto ore hanno individuato nelle campagne tra Cori e Sonnino i “cardellari” campani, tutti con corposi precedenti penali, di cui tre originari di Sant'Antimo (NA), tre di Villaricca (NA) e uno di San Sebastiano a Vesuvio. Un richiamo elettromagnetico illegale e quattro reti per un totale di venticinque metri di lunghezza sono stati posti sotto sequestro. Inoltre, sono stati rimessi in libertà quasi un centinaio di fringillidi ed un'upupa viva catturati illegalmente. |
A cura dell'ufficio stampa dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato |