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Newsletter n.575, Anno IV, del 3/10/2007
RIFIUTI TOSSICI: MAXI OPERAZIONE NEL VENETO SU ROTTAMI FERROSI
In codice “Money –fluff”, nel mirino la principale azienda in Italia per il recupero di rottami ferrosi e metallici da fonderia 3 ottobre 2007 - Sono nove le misure di custodia cautelari che durante la giornata di ieri, 2 ottobre 2007, gli uomini del Corpo forestale dello Stato dei Nipaf (Nucleo Investigativo Polizia Ambientale e Forestale) di Verona e di Vicenza, hanno eseguito durante l’operazione denominata “Money-Fluff”. L’accusa principale è di traffico illecito di rifiuti. Epicentro dell’attività criminosa è la ditta “Rotamfer Spa”, azienda leader in Italia che detiene gran parte del mercato nazionale nel recupero di materiali metallici dalla demolizione di rottami ferrosi e metallici da fonderia. La ditta ha sede a Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona, e ad Arese, in provincia di Milano. L’attività investigativa, iniziata nel settembre 2005, ha portato quindi ieri a nove ordinanze di misura cautelare: due in carcere e sette domiciliari. In carcere sono finiti il presidente del CdA della Rotamfer Spa, Romano Cordioli, e Stefano Salvi Marchetti, responsabile ambientale della stessa azienda. Inoltre il Gip ha disposto quattro sequestri preventivi: la discarica “Ca’ di Capri”; gli impianti di frantumazione di Castelnuovo del Garda e di Arese; e il laboratorio di analisi chimiche “Chimica Servizi Srl” a Dossobuono di Villafranca, in provincia di Verona. Sono in corso inoltre 20 perquisizioni e sequestri domiciliari, e richiesta di esibizione documenti presso la sede regionale Arpav del Veneto a Padova, e la sede Arpav di Verona. E ancora: sono in corso perquisizioni presso siti di trattamento rifiuti in Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Il principale reato contestato è di “traffico illecito di rifiuti” ai sensi dell’articolo 260 del Testo Unico Ambientale: gli indagati hanno, infatti, gestito abusivamente, grazie a un’attività continuata e ben organizzata, un’ingente quantità di rifiuti dell’ordine di 150 mila tonnellate annue, conseguendo un ingiusto profitto stimabile in 20 milioni di euro annui. La gestione illecita è consistita nell’aver smaltito un rifiuto, il “car-fluff”, con caratteristiche di non conferibilità nella discarica di Ca’ di Capri, poiché pericoloso e/o tossico nocivo in quanto proveniente dalla rottamazione di vetture non correttamente bonificate. Inoltre è stato accertato che il car-fluff veniva utilizzato, tramite miscelazione, come vettore di smaltimento illecito per altri rifiuti pericolosi prodotti nel ciclo aziendale. Il “car fluff” è il rifiuto che si origina dalla frantumazione dei veicoli fuori uso a seguito del recupero dei metalli, ed è costituito da residui di gommapiuma, vernici, plastiche, gomme, ed altri. |
A cura dell'ufficio stampa dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato |