Newsletter n.815, Anno VI, del 18/2/2010


FORESTALE: NAPOLI, SEQUESTRATI CAPI D’ABBIGLIAMENTO CONTRAFFATTI
L’operazione è scaturita da un’indagine su un traffico di auto rubate in Italia e riciclate in Tunisia. La merce irregolare, infatti, era nella residenza napoletana di un tunisino, indagato per un giro di ricettazione d’auto
Napoli 15.02.2010 – E’ stato nel corso di un’indagine su un vasto traffico di auto rubate in Italia e riciclate in Tunisia che gli agenti del Corpo forestale dello Stato di Napoli si sono imbattuti, all’interno della residenza napoletana di un cittadino tunisino, in un ingente quantitativo di merce griffata contraffatta, consistente in jeans, giubbotti, scarpe, maglie, maglioni, pantaloni e accessori vari. Proprio a seguito dell’indagine sul riciclaggio di automobili, il tunisino in questione era già stato raggiunto, assieme ad altri sei indagati, da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Palermo, titolare dell’inchiesta. Le auto, infatti, venivano rubate al Nord, successivamente portate a Napoli, Salerno, e infine trasferite a Palermo, pronte a partire per la Tunisia, previa clonazione di targhe e falsificazione di documenti. L’attività investigativa sul traffico illecito di veicoli ha visto operare in prima linea anche il Comando Regionale della Calabria del Corpo forestale dello Stato attraverso una serie di minuziosi accertamenti, acquisizioni documentali e intercettazioni telefoniche. A sua volta l’operazione sul riciclaggio e l’esportazione all’estero di veicoli rubati era scaturita da un’indagine, condotta nel 2008 dal Nucleo Cites di Palermo del Corpo forestale dello Stato e dal Nucleo Operativo Cites sezione staccata di Punta Raisi, sul commercio e l’importazione illegale dal Nord Africa di quasi 1.400 tartarughe, indagini che coinvolgevano cittadini italiani e tunisini implicati in un giro di furto e riciclaggio di auto di lusso. L’ultimo capitolo di questo lungo iter, vede dunque aggiungere alle precedenti, l’accusa di reato contro il patrimonio e l’apertura di una nuova indagine.

A cura dell'ufficio stampa dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato